lunedì 12 aprile 2010

20 - Twelve steps




Una delle mie canzoni preferite dei Dream Theater, che postai qui sul blog oramai 2 anni fa, è The glass prison, la prima delle canzoni della “saga degli alcolisti”. Mike Portnoy, batterista e scrittore dei testi della saga, è stato un alcolista ed ha dedicato tutta quanta la saga agli alcolisti anonimi.

Dando il nome di ogni parte delle 5 canzoni ai 12 passi che contraddistinguono il metodo di cura presso l’associazione degli alcolisti anonimi. Io adesso non so se i 12 passi che vi dirò sono quelli reali, perché cercando su internet ho trovato ben poco. Ma comunque non è questo il punto. Vi elenco i 12 passi ,per alcuni la traduzione esatta in italiano non c’è e ho messo i significati più vicini, badate bene che a parte il primo e l’ultimo non tutti devo essere fatti nel giusto ordine:

  1. Ammissione
  2. Ripresa
  3. Rivelazione
  4. Riflessione
  5. Lasciarsi andare / liberazione
  6. Essere pronti
  7. Rimuovere
  8. Negazione / rifiuto /pentimento
  9. Restituzione
  10. Contenimento.
  11. Ricevere
  12. Responsabilità


Io non sono un alcolista. Mi sono ubriacato una sola volta
da stare male. E spero di non dovermi più ridurre in quel modo. E non starò qui a spiegarvi ogni singolo
passaggio. Sennò finisco domani mattina. E voi di leggere domani sera.

Però devi dirvi che questi passi sono sempre stati un punto
di riferimento. E spero davvero che ora questi passi inizino a essere un punto di riferimento per voi ogni qualvolta pensate di aver sbagliato in qualche campo della vostra vita.

E credo che più o meno (in)consapevolmente io li abbia
man mano compiuti nel tempo. Iniziando a scrivere sul blog, ed esponendo i miei pensieri
a tutti, ne abbia compiuti almeno un paio. Dall’ammissione, quando vi dicevo che avevo paura di stare
solo, che ne cambiavo continuamente per non mettere in gioco me stesso. Tutte
le mie paure sono piano piano uscite e con esse è uscito un Emanuele che non
pensavo potesse esistere.

Credo che pian piano di averli fatti tutti. Gli ultimi 3
sono stati fatti secondo me nell’ultimo periodo. Negli ultimi 6 mesi. Anzi ,
quasi sicuramente l’ultimo è stato fatto 2 mesi fa.

Sono certo di averli compiuti perché materialmente ora so
cosa devo fare.

Una delle mie più grandi preoccupazioni nella vita è non
sapere cosa devo fare. E’ una cosa che mi terrorizza andare da qualche parte
impreparato. Anche andare alle poste a fare qualcosa che non ho mai fatto prima
è una cosa traumatizzante per me. E ripensandoci è stato l’errore che mi fatto
spesso perdere delle persone importanti intorno a me. E non ho più intenzione
di ricommettere errori. E oggi sto anche scrivendo per questo. Per fortuna ora credo di avere capito. Credo di aver capito
cosa significhi stare con una persona. E’ un qualcosa che tutti diamo per
scontato, o almeno ho pensato che fosse tutto naturale. E invece non è così semplice. Pian piano nella vita si deve
imparare. E soprattutto capire. Ma questa p una cosa che vi scriverò successivamente.

Se dobbiamo pensare di stare con una persona solo perché con lei stiamo bene, perché ci piace fisicamente, perché non ci fa sentire più soli, perché chiude quel buco che più o meno tutti in adolescenza abbiamo avuto, allora non avete capito un cazzo. Perché se credete sul serio di essere mammiferi evoluti e non comuni animali da savana, allora dovete pensare che in qualche dobbiamo prendercene cura. E prendersene cura non significa, trattarla bene oggi, per
non calcolarla domani. Non farsi sentire oggi per poi chiedere scusa domani. Starle vicino solo quando ha bisogno.

Prendersene cura è essere presenti, accorgersi dei piccoli problemi, e provare a risolverli in qualche modo.

Essere presenti nei momenti più gravi. E non essere paralizzati dalla paura o dalla “lagnusia”.

Valutare le priorità.
Forse ci sono giorni in cui un esame è più importante del sorriso della tua ragazza. Momenti che si affrontano una volta nella vita e lì posso essere d’accordo che puoi anche non essere presente. Mi sta bene. Ci deve essere comprensione
reciproca.

Ma quando la tua ragazza non sorride oggi e non sorride domani e non sorriderà nemmeno dopodomani perché l’hai messa da parte , chiediti se l’ha meritato, chiediti se merita te, chiediti se potrà sorridere ancora. Perché ci sono tante cose bella nella vita. Ma un sorriso sincero da parte dalla persona che ti ama non ha prezzo.

Anche questo è responsabilità, assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Se non vuoi prenderti più cura di lei. Le dici: “io non ti amo più”. Non continuate a mettere fine al vostro dolore.

“Oggi è il giorno in cui la mia vita comincia. 
Per tutta la vita sono sempre stato solo io, un ragazzino che parla troppo. 

Oggi divento un uomo. Oggi divento un Marito.

Da oggi dovrò rendere conto ad un’altra persona, oltre che a me. Da oggi divento responsabile di te.
E del nostro futuro. E di tutte le possibilità che il nostro matrimonio ha da offrire. Insieme, qualunque cosa accada io sarò pronto.
Per qualsiasi cosa, per tutto. Per affrontare la vita, per affrontare l’amore. Per affrontare le difficoltà e le possibilità. Oggi Izzie Stevens inizia la nostra vita insieme, e ad essere sincero non vedo l’ora.”

Alex Karev – Grey’s Anatomy 5×22

Ok è pesante da dirsi. E’ pacchiano, e parla di matrimonio, che non ha niente a che fare con quello che scrivo oggi, ma il senso. Quel senso di responsabilità che trasmette è quello che vorrei trasmettere. A voi. A me. E alle persone che ho accanto. A quelle che verranno.

Non so se ho fatto bene ad applicare alla mia vita sentimentale i 12 passi. So solo che non solo credo di averli compiuti. Credo anche di averne fatto un altro non previsto.

Passo numero 13 : Consapevolezza.

Essere consapevoli della persona che si ha accanto. Della sua importanza. Della bellezza di avere una persona speciale accanto. Che costantemente stimola il vostro interesse.

Se non siete consapevoli di quello che avete, allora iniziatevi a domandare perché state con quella persona. La risposta potrebbe davvero essere molto interessante secondo me. Ritenetevi fortunati voi fidanzati innamorati avete qualcosa che certe persone morirebbero per avere. Molte delle persone che ho conosciuto e con cui non ho continuato a più a stare sono uscite alla lunga.

Ho scoperto che stupenda persona è Enza, a cui ho spezzato il cuore. Maria a cui non davo un centesimo come persone e invece ora quasi pentito di averla lasciata. Ed quanto è stato stupido come l’ho perso. Con Egle stessa, ho sbagliato in alcuni giorni praticamente tutto , ma perché ancora non ero ne pronto ne consapevole della rarità di una ragazza come lei. Che poi sia andata come si andata me ne rammarico, ma non più di tanto per come si sono poi evolute le situazioni.

Ora ho la consapevolezza di quanto sia importante quello che ho avuto fra le mani. Quanto era bello quello che ho trovato. E nemmeno lo sapevo. E quanto mi manca quello che ho trovato.


“ Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
"In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….”
Il piccolo principe ritornò l’indomani. 

”Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora“, disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".

Ecco mi manca questo per ora. I riti. Dalle telefonate la sera, ai messaggi del buongiorno o alle chiamatine del che fai tesoro. Alle uscite al cinema ogni mercoledì, le passeggiate E’ questo che mi fare dire Sono pronto. Un paio di mesi fa non me poteva fregare nulla di queste cose. Ora sarà l’astinenza da anfetamine, sarà che gli avvenimenti cambiano.

Ma ora credo che non dipenda più da me. Non getterò più quello che di buono avrò fra le mani.


p.s. scusate il post un po’ così ma erano tutta una serie di considerazioni che mi facevo da giorni, anzi quella dei 12 passi la facevo da mesi… e avevo bisogno di buttarci giù due righe..al solito fatemi sapere..

martedì 30 marzo 2010

19 - Circle



Provate disegnare un cerchio.

No dico sul serio..prendete una matita o una penna e fate un cerchio su un qualsiasi foglio di carta


Vi dovrebbe venire circa una cosa del genere




Corretto?
E invece no. Perché questo non è un cerchio è solo una semplice circonferenza.
Non sto scherzando. È una circonferenza

Il cerchio lo vediamo noi. Immaginando attraverso. Immaginiamo che quello si un cerchio bianco.

In realtà noi non abbiamo fatto niente se non darne i contorni.


E se in amore fosse la stessa cosa? Se noi credessimo di amare o di avere amato qualcuno? Solo perché la situazione ci dice che quello è amore? Quando in realtà non lo è?

Come per la circonferenza per il cerchio.

Gli ultimi mesi mi hanno portato a rivedere in un termine prettamente più chimico cosa accade nel momento in cui si è innamorati, quando si viene lasciati, o tutte quelle varie emozioni legate comunque all’amore.

Esattamente, che cosa succede quando ci innamoriamo?

(immaginatevi la scena a mo’ di SuperQuark)

L’odorato capta i ferormoni, la feniletilamina invade il cervello, la dopamina si mette in azione. È l’amore-passione, che con il tempo e l’aiuto di ossitocina ed endorfine si trasformerà in amore-attaccamento.

Si lo so. Non ne avete capito nulla. Un classico.

Ok, rispiego, con calma.

I ferormomi sono molecole capaci di attirare (o allontanare) delle persone in base alla compatibilità, l’odore di una persona che ci piace ci fa sentire sicuri e a nostro agio, favorendo l’avvicinamento, ma se l’odore ci è sgradito, saremo pronti ad allontanarci: insomma, non è possibile innamorarsi di una persona che ha un odore che non ci piace.

Quando una persona vi piace sul serio, e inizia a provare quell’effetto che ho descritto come “farfalle nello stomaco” o “Zazazù”, bene è la (famosa per chi oramai legge questo blog) Feniletilamina.

La feniletilamina è un ormone della classe delle anfetamine che l’organismo produce naturalmente. Quando ci innamoriamo produciamo una grande quantità di feniletilamina, dagli effetti simili a quelli provocati da certe droghe o dagli sport estremi. La feniletilamina riduce l’appetito e rende iperattivi. Gli studi hanno dimostrato che quando due persone sono innamorate i loro livelli di feniletilamina sono identici, ecco perché si possono passare notti intere a fare l’amore e a parlare.

La cosa che mi ha fatto ridere leggendo su wikipedia le notizie sulla feniletilamina è che è fortemente basica e a contatto con la pelle provoca ustioni. Quando si dice che poi l’amore fa male..:D

Ora la feniletilamina cosa fa? Oltre a farvi sentire incredibilmente innamorati, stimola la produzione della dopamina. Essa è legata al sistema limbico, una zona del cervello che è sede delle emozioni e delle funzioni vitali come la sete, la fame e la sessualità. La dopamina è quell’ormone che ci dice di voler riprovare emozioni piacevoli e soddisfacenti. Quando un evento è più felice di quanto speravamo, la dopamina emette un segnale di felicità i cui effetti euforizzanti ci spingono a ripetere l’esperienza: si vorrebbe essere sempre insieme, ci si telefona cento volte al giorno, si vorrebbe che durasse per sempre, è quella che delle volte mi fa scrivere delle puttanate pazzesche. (qua roby ride sicuro..xD)

Per intenderci: la feniletilammina è l’ormone che fa scattare l’adrenalina quando vi baciate.

La dopamina è invece quella che ti fa tornare a casa e pensare a lei/lui, che ti urla in testa che vuoi rivederla. Anche se tecnicamente è anche responsabile del mantenimento dell’erezione… 0:)


Ora anche se noi vogliamo che tutto questo sia per sempre andiamo incontro ad un problema. Secondo gli esperti questo periodo magico non può durare più di sei anni. Poco a poco, l’organismo si abitua alla feniletilamina, e l’allegria si attenua man mano. (il che spiega in maniera empirica la crisi del settimo anno!!)

Per i “drogati” di feniletilamina questo segna spesso la fine della coppia, e preferiranno cercare, conquista dopo conquista, di ricreare gli effetti euforizzanti della feniletilamina. È’ il motivo per cui molte coppie si lasciano, mancanza di emozioni forti. O meglio mancanza della creazioni di nuovi ormoni che consentono la continuazione della relazione. Ovvero l’ossitocina e le endorfine.

La persona lasciata è invece in deficit di feniletilamina: è il mal d’amore. La sindrome da cuore spezzato. La persona ha effetti simili a quelli da astinenza da droga. Ricordo che la feniletilamina è a tutti gli effetti una anfetamina. Una delle prime cause di astinenza da anfetamine è la mancanza di fame. Io per esempio quando sono stato lasciato da Monica ho perso 10 kili in pochi giorni, quando sono stato lasciato da Guenda ne ho persi 5 in una settimana.

Oppure iniziamo a farci delle paranoie incredibili. Non siamo noi pazzi, è solo che abbiamo mancanza di questa sostanza. E’ quello che ti fa urlare : voglio amare!!

L’assenza, la mancanza di feniletilamina è una delle cause che ci fa tornare spesso con i nostri ex dopo una breve separazione, o che non ce lo fa mai lasciare. O ci fa credere che quello che proviamo per lei/lui sia vero e incondizionato amore. (Per la cronaca, per chi pensa che sia riferito a qualcuna in tempi recenti si sbaglia di grosso, chiedere di Giulia e visionare dicembre 2008)


L’assenza della persona che ci ha fatto provare queste emozioni va a sconvolgere quelli che sono i naturali equilibri. Quindi è normale che si tenda a tornare con la persona per cui si è provato qualcosa in tempi anche recenti. Anche se a causa della feniletilammina magari non riusciamo a vedere correttamente la reale realtà della coppia (scusate il gioco di parole).

Quando sono tornato con Guenda, oramai 2 estati fa, ero convinto di amarla nuovamente. Perché pochi mesi prima l’avevo davvero amata con tutto me stesso. Avevo impiegato 6 mesi per dimenticarla del tutto. 6 mesi in cui ho scritto delle cose incredibili. Andate a controllare nei vecchi interventi. Credevo che l’amore per lei fosse l’unico che avrei mai potuto provare, che era la donna perfetta, che era la mia anima gemella.

Invece poi ristando con lei ho capito che qualcosa non andava. Che qualcosa aveva oscurato la mia vista razionale. La feniletilammina fa brutti scherzi.

Ora come ho detto molto dipende dalla feniletilamina e dalla dopamina che rilascia il cervello. La fase farfalle nello stomaco finisce e tutto inizia a trasformarsi , sempre se si è capaci di provarlo, in un nuovo sentimento. Un autore americano ha ipotizzato che: “Quando si decide di stare con una persona, il cosiddetto viraggio monogamico, ci sia una massiccia liberazione di ossitocina nel cervello. È come se la natura intendesse darci un aiuto. Non dimentichiamo che lo stesso ormone entra in gioco durante il parto”. Da un punto di vista prettamente evolutivo la feniletilammina ha una funzione: fa in modo che l’innamoramento duri tanto da favorire il concepimento. Poi si esaurisce e tutto si trasforma in endorfine e ossiticina. Si trasforma da innamoramento ad amore vero e proprio.

L’ossitocina (definizione trovata su internet, presa e sparata qui)
Secreta dalla ghiandola pituitaria, l’ossitocina viene liberata nel cervello e nel sistema riproduttivo ogni volta che tocchiamo la persona amata. Gli studi avevano già dimostrato infatti un notevole aumento dell’ossitocina durante l’orgasmo, ancora più intensa nella donna durante il parto e l’allattamento. Oggi sappiamo che l’ossitocina aumenta la nostra sensibilità alle carezze e ci spinge al contatto fisico e agli abbracci, insomma, è una specie di colla ormonale che ci fa stare insieme per tanto tempo anche dopo l’esaurimento della feniletilamina. Questo effetto può essere più marcato nella donna a causa del suo legame con gli estrogeni, ma toccarsi rimane, per entrambi i sessi, il modo migliore di conservare il livello di ossitocina necessario a far durare una coppia. Si pensa perfino che l’ossitocina abbia un effetto sull’invecchiamento: uno studio ha infatti mostrato che le persone che fanno l’amore tre volte alla settimana in una relazione stabile dimostrano in media 10 anni meno della loro età effettiva.

(Quindi trombate di più, non fa male! Anzi!).


Le endorfine
Quando l’organismo sviluppa una tolleranza alla feniletilamina e non si scatenano più gli effetti dirompenti presenti all’inizio del rapporto, il cervello inizia a produrre altri ormoni, le endorfine. Dopo gli effetti eccitanti della feniletilamina, il cervello viene invaso da sostanze che possiedono le stesse proprietà della morfina. Le endorfine apportano calma e sollievo al dolore, e riducono l’ansia. La sensazione di benessere che procurano si traduce in una relazione affettiva molto forte che non si vuole più interrompere. Ora potete chiacchierare, mangiare e dormire in pace. È l’amore-attaccamento, l’armonia completa, una felicità tranquilla che può durare per anni e anni, sempre che si sia svezzati dalla feniletilamina…sempre che siate capaci di amare.

Ovviamente è impossibile sintetizzare la relazione amorosa in una semplice formula chimica, ma mi piace sapere che il nostro cervello possiede risorse insospettabili, che si adattano alle diverse tappe della vita amorosa. E che quando gli effetti della feniletilamina si attenuano è possibile, se si ha un po’ di pazienza, raggiungere di nuovo il settimo cielo. L’amore verrà, ritornerà, durerà.

L’unico problema ora è quello di poter capire esattamente cosa stiamo provando. Perché questi ormoni, non essendo controllabili, rischiano di metterci in difficoltà. Il sesso , infatti, produce cambiamenti chimici nel nostro cervello non indifferenti.

La persona sembra più attraente e si sviluppa una forma di attaccamento emotivo. “Questo alle volte origina l’amore, ma in alcuni casi ci fa innamorare della persona sbagliata”. Insomma è come se si instaurasse un legame con una persona non adatta a noi, mentre magari sarebbe meglio condividere passioni, interessi, stimoli intellettuali. Magari è meglio come amica che come compagna.

“Bisognerebbe tornare ai lunghi corteggiamenti, a quando si parlava, ci si scopriva prima di farsi coinvolgere da una persona, da una relazione”. Il sesso probabilmente confonde le cose, perché libera sostanze chimiche che distorcono la percezione. Ci sentiamo innamorati perché abbiamo un legame sessuale. Insomma meglio l’amore, il sesso tende a confondere.

Io non so cosa ho provato in questi anni. Non so cosa ho provato in questi mesi. Non so ancora se ho immaginato il cerchio o se era solo una circonferenza.

So solo che dopo 4 mesi di non so cosa. Ho una incredibile voglia di amare. Sarà la feniletilamina, sarà il cambiamento, i denti del giudizio, le responsabilità, ma mai e poi mai avrei potuto scrivere una cosa del genere. . .

domenica 28 febbraio 2010

A Egle

Ho scritto questo testo pian piano nei giorni di silenzio che hanno accompagnato le ultime settimane. Non sapevo ancora se inviartelo o meno. Stamattina, dopo l’uscita di ieri sera, ho deciso di terminarlo e di inviartelo. Il perché è scritto fra le righe. 
Volevo dirti che nonostante tutto, non ti dimenticherò. Sei stata importante, e rimarrai comunque una di quelle ragazze che saranno punto di riferimento per tutte le altre che verranno.
La cosa importante è ciò che mi ha insegnato. Il passo che mi hai fatto compiere in questi 2 mesi. Anche se il passo vero e proprio è stato fatto in poco più di 72 ore…
Sei stata un tesoro. Davvero è stato davvero bello averti avuto accanto. Sei stata un tesoro e non solo. Sei stata anche lo strumento per trovare il mio.
Sei stato il cartello che mi ha indicato la strada. E devo dire che mi sta dispiacendo davvero tanto non percorrerla insieme. So di aver sbagliato, non una ma più volte, ho sbagliato sia quel venerdì, sia a non aver capito la profondità e la grandezza delle tue paure. Mi sono fatto piccolo. Sbagliando. Dovevo farmi grande per riempirti.
Non so se il destino ci farà riunire. Potremmo anche essere le persone giuste al momento sbagliato. Non lo so. So solo che è stato un onore averti vicino in questi mesi. Delle chiacchierate eterne. Complessivamente sei stata la ragazza più bella con cui sono stato. Quella che mi ha fatto compiere il passo della responsabilità . Ti ricorderò per questo.
Ti ricorderò sempre con piacere e con il sorriso. Non ho risentimenti verso di te, solo dei piccoli dolci ricordi.
Anzi voglio dirti, che se anche credi il contrario, che per te ci sarò.
Spero che il tuo mondo cambi, e che la tua vita migliori. Che tutti i tuoi problemi si risolvano. Che le persone che ami stiano sempre bene.
Spero che ogni evento della sua vita sia sempre positivo.
Spero che ti ricorderai di me nonostante tutto in modo piacevole.
Spero che anche possa cambiare. Basta delle volte un atteggiamento per cambiare una storia. Impuntarsi non è l’unica scelta esistente. La comprensione deve essere Bi-partisan. Voglio che tu capisca questo.
Spero averti insegnato qualcosa anch’io. Spero che tu possa amare lo splendido essere che sei. Semplificherebbe ,e non di poco, la tua vita.
Spero tante cose, ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa possa aver provato quando baciavo le tue labbra. Quando le baciavo sapevo di non voler baciare altre labbra oltre alle tue.
spero tu capisca che anche se non ti conosco, e che se anche non ti conoscerò… mai…
anche se non riderò più con te, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai più…
volevo che tu sapessi che io ti ho desiderato, che ti desidero, dal più profondo del cuore…


mercoledì 23 dicembre 2009

18 - Drop



Oggi scriverò uno di quegli interventi alla mia vecchia maniera..senza parlare di chimica, fisica o matematica. E’ ispirazione pura questa.


Parto da una cosa banale. Una mia carissima amica ha scritto nel messaggio personale di msn:
"L’esperienza non porta cambiamenti."
E io ho pensato subito: “grazie al cazzo!”. Il ragionamento però mi ha portato molto più lontano.
E ora provo ad illustrarvelo.
L’esperienza cos’è? Ve ne ho già parlato in un altro post.
"L’esperienza è il nome che diamo ai nostri errori." - O. Wilde
Quindi cosa ci porta a cambiare? Quando ho detto “grazie al cazzo” senza saperlo mi ero già dato la
risposta. E’ la mancanza di esperienza che porta al cambiamento. Poiché è il modo con cui reagiamo alle situazione a noi sconosciute che ci cambia la vita. Se le situazioni si sanno affrontare non si guadagna esperienza. Si guadagna esperienza affrontando il buio. Un po’ come le mappe nei videogiochi quando uno esplora zone sconosciute. Se già ci sei passato la mappa non è che cambia.


Inutile dirvi che ci sono decine di eventi che possono portare al cambiamento.
“Per un amore che è finito male, per un figlio che non vuole più tornare” come canta Finardi.
Le conseguenze le conosciamo tutti.
Sono imprevedibili, e legate molto al sentiero su cui le nostre vite camminano. Riprendendo ciò dicevo pochi giorni fa sulla teoria del caos, nessuno può avere le stesse esperienze, ma possiamo avere tutti esperienze simili.




Inutile dirvi che queste differenze di esperienze mi intrigano molto. Amo avere per ogni problema almeno 2
soluzioni. E le differenti visioni dovute alle differenti esperienze
mi aiutano a raggiungere questo obiettivo.


Discutendo qua e la sul messenger delle varie esperienze ne ho trovate alcune molto simili alla mie. Una esperienza “comune” in particolare mi ha stupido parecchio.
Prima o poi (spero che per molti di quelli che stanno leggendo sia molto poi se non mai) veniamo lasciati, abbandonati, se non ridotti pezze per i piedi dai nostri
partner. 


Ho visto gente stare male. Fare gesti insensati, umilianti e autolesionistici, per cercare di ritornare dalla persona amata. 


Non posso non pensare a me quando mi imbucai ad una festa per rivedere Chiara, lo feci pure con Guenda una volta, xD… o quando accompagnai Alessandra a bagheria per parlare con Leandro.
So che alcune ragazze (devo dire che spesso sono le migliori persone che conosco) credono di poter cambiare il loro ragazzo con il loro amore, e ci tornano periodicamente a letto anche quando la storia è palesemente finita.


E allora mi sono chiesto. Perché prima l’ho fatto e ora no? L’esperienza acquisita dal dolore mi ha cambiato così tanto? E sopratutto, è il dolore l’unica fonte di cambiamento?
Perché nella mia vita il dolore mi ha cambiato, e profondamente. Che sia stata la separazione dei miei genitori, la malattia di mia madre, il cuore spezzato più volte dagli amori della mia vita? Non lo so. Ma so sicuramente che il dolore ha portato cambiamento. E l’esperienza mi ha  rafforzato. Se non sono stato capace di difendermi dal male è perché non ho imparato correttamente la lezione.
E imparare la lezione non è una cosa facile ve lo assicuro. Perché potremmo sbatterci infinite volte prima di capire che dobbiamo completamente cambiare rotta per aggirare l’ostacolo. Un po’ come arrivare in India passando all’America perché il capo di Buona speranza ci sta decisamente facendo del male. Molte persone si chiudono in loro stesse quando
stanno male. Io invece credo che bisogna fare l’esatto  opposto:  aprirsi alla vita.


Sono dell’opinione che i nostri genitori ci posso avere insegnato l’educazione, ma non ci hanno mai insegnato a vivere. O se accade accade a pochissimi. I genitori non trasferiscono tutta la loro esperienza ai figli. Ed è giusto così.
Ma dovrebbero in qualche modo insegnare alla vita. E quando dico alla vita, intendo alla gioia di vivere, al perdonarsi, al vedersi sempre e comunque belli per una persona. Ad apprezzare l’arte della vita, della gioia e di amare.


É qualcosa che solo un persona nella mia vita mi ha insegnato. E non sono stati i miei genitori. Ve lo assicuro. L’amore è stato talmente forte da insegnarmi la vita. Non tutta. Ma quantomeno ora sono in grado di capire cosa è l’amore. 
Apprezzo l’arte. I quadri, la musica, le poesie. Ora riesco a
capirle. Sono riuscito ad apprezzare anche me. Un obiettivo molto lontano prima. L’amore forte è arrivato e mi ha salvato. Sono stato salvato dall’Amore che mi ha portato ad apprezzare la bellezza della vita. Prima mi ritenevo uno qualunque. Grazie a lei ho iniziato a ritenermi qualcuno di speciale, perché lei aveva scelto me. Qualcuno mi aveva scelto e mi aveva amato. Io sono sempre una goccia nel mare. Ma
sono sempre UNA goccia. E sono stato scelto in un mare.
Come si fa a non sentirsi speciali in queste occasioni??
Sono una goccia. Sono una goccia scelta e alzata. Fino a che sono stato in aria a volare è stato stupendo.
Quando sono stato lasciato sono caduto in mare. La caduta però ha generato un’onda che ha modificato tutto il modo intorno. Il sentirsi speciali per qualcuno che non è un tuo parente è qualcosa per cui non puoi avere esperienza.
Ti cambia e basta.


É il mondo con cui ci cambia il problema. Credo che nel mio caso sia stato un evento positivo. Anzi la sua perdita mi ha portato a scrivere questi post. La sua perdita è stata importante. Il dolore e l’amore che mi ho provato mi hanno
cambiato. Mi hanno portato a mettermi a nudo. Io ora non ho problemi a mostrarmi. Non ho più paura. Non ho più paura di
sbagliare. So che se sbaglio imparo una lezione, qualunque essa sia. Chi mi conosce sa che sono fottutamente sfacciato e diretto. Io ora non paura di mostrarmi per come sono.
Bello o brutto che sia, antipatico o simpatico. Ricco o povero. Sono me stesso. Non ho paura. Non ho paura a scrivere i miei pensieri e miei problemi davanti alla rete. Io! Io che ero un freddo calcolatore asociale!
Questa facilità che ho di mettermi a nudo, mi da una tranquillità, una forza, che non avrei mai pensato di avere. Io che ero uno che piangeva per tutto fino ai 13 anni. Non

mi interessa se ora non c’è più. So che posso essere amato da
qualcuno. Ed è una esperienza che voglio passare a voi.


Ehilà, voi! Chiunque siate! Qualcuno lì fuori può e vuole amarvi! Vuole scegliervi ed essere scelto! Capito? Smettetela di soffrire! Aprite ogni porta che tenete chiusa da anni perché il dolore ha segnato le vostre vite. Il fatto che il dolore abbia chiuso certe porte dovrebbe incoraggiarvi a sfondarle!
Avete superato il dolore! NIENTE può farvi più del male!!


Fate esperienza, apritevi al cambiamento. Andate ad affrontare cose che non avete mai visto o sentito. Provate cose nuove impensate. Leggete, i libri sono esperienza trascritta. A volte sono pensieri confusi che noi abbiamo in testa semplicemente riscritti e ordinati con un senso logico in una storia fittizia. Ma spesso ci schiariscono le idee.


Non abbiate paura di nulla. Niente può fermarvi.
Ah si. La morte. Tanto prima o poi morirete comunque. 
Ma non so quanto si possa dire di aver vissuto se si è sempre stati all’ombra delle proprie paure. Guardate me. Ho sofferto, ma sono cambiato. Ho pianto e fatto pazzie, ma non vedo l’ora che l’amore mi cambi di nuovo.

sabato 12 dicembre 2009

17 - Chaos



Un sistema dinamico si dice caotico se presenta le seguenti
caratteristiche:


  • Sensibilità alle condizioni iniziali: ovvero a variazioni infinitesime delle "Condizioni al contorno" (o, genericamente, degli ingressi) corrispondono variazioni finite in uscita.
    Esempio banale: il fumo di più fiammiferi accesi in condizioni macroscopicamente molto
    simili (pressione, temperatura, correnti d’aria) segue traiettorie di volta in volta molto differenti.
  • Imprevedibilità: cioè non si può prevedere in anticipo l’andamento del sistema su tempi
    lunghi rapportati al tempo caratteristico del sistema a partire da
    assegnate condizioni al contorno.

  • L’ evoluzione del sistema: è descritta, nello spazio delle fasi, da innumerevoli orbite (‘traiettorie di
    stato’) diverse tra loro con evidente componente stocastica, le quali restano tutte confinate entro un certo spazio: il sistema cioè non evolve verso l’infinito per nessuna variabile; si parla in questo caso di ‘ attrattori ‘ o anche di ‘ caos-deterministico ‘.


Le caratteristiche sopra esposte sono in generale tutte necessarie per definire il sistema ‘caotico’.


(Wikipedia su Teoria Del Caos)


Leggendo e studiacchiando al teoria del caos ho iniziato a pensare al solito le implicazioni che posso avvenire nelle relazioni quotidiane fra le persone. Secondo me tutte le relazioni fanno sono soggette alla  teoria del Caos. Amorose, amichevoli o parentali sono tutte dipendenti dal caos.


(qua ricomincio a fare il saccente e probabilmente scriverò in modo astruso, me ne scuso ma ritengo che questo sia l’unico modo per esternare correttamente questa teoria senza perdermi in giri di parole.. Se volete saltate questa parte U__U) 

Due persone qualunque che si incontrano la prima volta diventano amiche perché hanno interessi in comune, caratteri affini, gusti simili. Queste sono appunto le condizioni iniziali per poter iniziare un amicizia. Il “come andrà a finire” è dettato dall’imprevedibilità intrinseca nella teoria. In amore il fatto che le nostre relazioni siano sensibili alle condizioni iniziali significa che la nostra felicità è in qualche modo legata all’inizio delle nostra storia amorosa. Se non siete felici e sicuri all’inizio, se già avete problemi all’inizio della relazione( di qualunque tipo, dai genitori, dai mezzi, dalla differenza di disponibilità economica, gusti, affinità, relazioni precedenti, etc. etc.) questi problemi si ritroveranno improrogabilmente durante la primissima fase della relazione e durare
ipoteticamente fino all’infinito.
(Cosa che ovviamente non accade perché la nostra natura umana porta a cambiare continuamente la situazione che viviamo. La nostra crescita modifica le situazione in maniera puntuale, istante per istante, o meglio per vedere magari delle differenze sensibili possiamo parlare di mensilità o di stagioni. )

Molte ragazze con cui sono stato, anche recentemente, mi hanno messo di fronte così tanti problemi all’inizio che è stato difficile decidere di andare avanti dopo le mie 2 settimane famose di prova.


Sono dell’idea che nell’amore bisogna ottenere sempre, o più realisticamente il più spesso possibile la felicità. Se già non la ottengo all’inizio, difficilmente l’otterrò alla fine. Se non con enormi sforzi e sacrifici. Sforzi che posso evitare nella mia testa trovandomene un’altra con meno problemi.


Ora comprendo di aver, probabilmente, avuto ragione ad evitare casini che avrebbero potuto aggravare maggiormente i miei problemi, ma al contempo ho gettato all’aria potenziali relazioni importanti.


Silvia, More Mio… O Enza.. Se non avessi fatto e ripetuto questi colossali errori di valutazioni probabilmente starei ancora vivendo la storia più importante della mia vita. Non ho considerato che i problemi legati alla distanza erano superabili, anche se tuttora sono presenti a distanza di svariati anni per le problematiche famose ai più che leggono questo blog. Forse per questo mi sono innamorato di Titti. Con lei era tutto palesemente semplice. Vederci, sentirci.


Andando ad analizzare le condizioni iniziali mi davano una macchina e tanto tempo libero devo ammetterlo, e da parte sua c’era una libertà e un modo di pensare che rendeva tutto molto facile con lei. Situazioni non proprio raggiungibili con le altre ragazze che ho avuto.


Stessa discussione la potrei fare per Guenda nel periodo di frequentazione dell’anno scorso. Avevo la macchina, situazione di tranquillità in casa, lo studio andava bene e mi permetteva di uscire con comodità senza sentirmi in colpa per lo studio.


Analizzando la situazione possiamo capire perché certe relazioni sono state migliori di altre. Potrei citare altre persone, ma i fedelissimi del blog conoscono le tematiche riguardanti queste relazioni.


Potreste analizzare anche voi le relazioni passate e capire perché la vostra relazione è iniziata.


Ultimamente ho scoperto che tutti ci chiediamo perché le relazioni finiscono, ma non ci chiediamo mai perché è iniziata. Siete tutti così felici di fidanzarvi, di trovare l’amore della vostra vita, o la scopata assicurata che spegnete i cervelli e non capite il vero motivo per cui state con quella persona.
Chiedersi perché è iniziata è il giusto modo di capire se la relazione deve andare avanti o meno.
Se vi trovate nella condizioni di felicità notevolmente diversa dalla prima fase della relazione dovrebbe farvi
chiedere se state con la persona giusta. È un qualcosa che si impara solo col tempo.
Ci vuole tempo per non perdere tempo. É qualcosa di assurdo e paradossale ma è così.


Un’altra cosa che ci dice la teoria del caos è che è imprevedibile. E che la stessa condizione non si verificherà una seconda volta. guardate questo video:




Il video è un esperimento semplice. Per non dire banale ma vi dimostra che non otterrete mai la stessa cosa 2 volte. Nonostante le situazioni siano uguali. Se a questo aggiungete tutta la manfrina fatta sulla qualità dell’energia il mese scorso, arrivate alla conclusione che sono arrivato io. Non tornate mai con i vostri EX è una perdita di tempo e di energie.



mercoledì 11 novembre 2009

16 - Thermodynamics way













Nell’ultimo intervento ho parlato alla fine di energia. Quasi incosapevolmente, dando uno di quei tocchi finali degni di un intervento serio. Però poi ho visto che questa similitudine è un po’ più veritiera di quando pensassi.


Casualmente sto studiando per ora Fisica Tecnica, la scienza che si occupa della Termodinamica e delle sue applicazioni. Una delle prime cose che studiamo è l’energia, cos’è e quali leggi la governano.

Una rappresentazione che ho dato quasi banalmente scrivendo il blog l’ho vista sotto una luce nuova. Studiando e accumunando l’amore all’energia.
Vi avevo descritto del calore dei porcospini e del lavoro che dobbiamo compiere per mantenere le nostre vite “separate” da quelle dei nostri partner.
Calore e Lavoro sono due forme di Energia legate fra loro da un principio:

1° principio della termodinamica:

L’energia non può essere ne creata ne distrutta. La somma delle QUANTITÀ di calore “Q”  ceduta ad un sistema e del lavoro “L” compiuto deve essere uguale alla variazione dell’energia interna “U” del sistema.

∆U=Q-L 


Cioè, “la variazione di energia interna U di un qualsiasi sistema termodinamico (un uomo,
un reattore chimico, un pianeta) corrisponde alla somma delle quantità di calore Q e
lavoro L forniti al sistema”.
per i sistemi isolati, cioè non viene nessuno a rompere i coglioni durante sta re(l)azione: Q-L=0

Tradotto: l’energia non cambia col tempo. Non cambia nonostante tutte le trasformazioni che si fanno. Si trasforma. Ma non cambia. Non aumenta ne diminuisce.
L’amore è di una certa quantità si dall’inizio. Non si crea ne si distrugge. Al massimo si scopre quando conosciamo altre persone e iniziamo a provare qualcosa. Ma nessun sentimento si distrugge. Può cambiare forma. Essere amicizia, amore erotico, amore fraterno, odio. Ma la quantità d’amore col tempo non cambia. La quantità è sempre la stessa!

(A meno che non intervenga qualcuno. Ma questo è un discorso a parte. Molto a parte. Ma qua dovrebbero entrare in moto altre fattori quali fiducia e fedeltà).

Q ed L sono uguali. Esattamente come dicevo io sul fatto di essere allo stesso livello. Di essere elevati alla stessa altezza. Di stare solo con persone che sono al tuo stesso livello. 

Tecnicamente prima del primo principio vi è un principio ancora più basilare e banale. 

Principio Zero della termodinamica:
“se un corpo A è in equilibrio termico con un corpo B, e il corpo B è a sua volta in equilibrio termico con un altro corpo C, allora A è senz’altro in equilibrio termico con il corpo C”. 

Principio alquanto ovvio. Ma nel suo ovvio ci fa capire qualcosa che per nella mi filosofia che chiamo arte d’amare è fondamentale. Essere in equilibrio con se stessi per essere in equilibrio con gl’altri. É una cosa ovvia ma spesso non ci pensiamo nemmeno. Eppure la natura funziona così!

Nella definizione ho usato il termine : Equilibrio Termico.
 La sua definizione è :“Due corpi in equilibrio termico fra loro sono alla stessa temperatura”. 
Come vedete ovunque cerchi nel mondo dell’energia trovo solo esempi che mi dicono di trovare persone che siano al mio stesso livello. Che siano allo stesso posto nel mondo. Essere alla stessa temperatura, porta all’equilibrio. 

Il 2° principio della termodinamica non ve lo enuncio perché è tecnicamente bastardo. E ci sono infatti 4 enunciazioni, che dicono in sostanza tutte la stessa cosa o quasi. Dicono che tutta l’energia non si può scambiare e che l’energia si degrada. 
Ebbene si L’ENERGIA SI DEGRADA.

Eppure noi sappiamo che l’energia di un sistema isolato (per il I Principio della Termodinamica che vi ho appena enunciato) si conserva sempre. Come abbiamo già ricordato l’energia si trasforma da una forma ad un’altra, si trasferisce da un corpo ad un altro, può essere accumulata o liberata, ma si mantiene costante. 
Quando si parla impropriamente di ‘consumo di energia’, di ‘diminuzione di energia’, in realtà si intende parlare di un altro fenomeno che accompagna tutti i fenomeni irreversibili: la ‘degradazione’ dell’energia. 
Immaginiamo ad esempio di bruciare un foglio di carta, e di raccogliere tutti i prodotti della combustione (calore, fumo, ceneri, ecc…) : in base al I Principio possiamo dire che essi contengono esattamente la stessa quantità di energia che era contenuta nel combustibile di partenza. Ma voglio vedere se avrete mai il vostro foglio di carta indietro. O esempio ancora più banale. Gettate una penna per terra. Niente la farà tornare nella vostra mano a meno che voi non la raccogliate, cioè dovrete compiere lavoro e usare altra energia.
Quindi se non c’è dubbio che la QUANTITÀ di energia è la stessa, la QUALITÀ dell’energia è cambiata. 
Quello che dicevo un paio di mesi fa è sempre vero. L’amore non cambia col tempo. La quantità è sempre la stessa. É la qualità che si modifica. 
Io non posso pensare con questo esempio a quando la mia vita si è dovuta separare da ragazze per cui provavo seriamente qualcosa. 
Ci sono state persone che ho amato. Il mio amore per loro non è cambiato nel tempo. Ho sempre provato qualcosa per loro. E credo che in fondo provi ancora qualcosa per loro. Ma la qualità dell’amore è decisamente peggiorata. 
Noemi ad esempio. Vi ho detto subito dopo che mi ha lasciato che lei mi rimarrà sempre nel cuore. Ma ovviamente ho smesso di provare qualcosa nel momento stesso in cui mi ha lasciato. Quando sono stato con lei a Catania quei pochi giorni l’amore era esattamente come quello di 6 mesi prima. La qualità era diversa. Appena sono partito la qualità è peggiorata. Per mancanze, paure, differenze su punti di vista. Quando queste sono arrivate ad un punto tale che era impossibile tornare indietro.. è finita.
L’amore non è cambiato, è cambiata la qualità. Avete bruciato la carta e non tornerete ad avere mai il foglio come prima.
Se crediate che sia un modo scientifico per dirvi non tornate dai vostri ex perché la qualità dell’energia (e dell’amore) si è degradata al punto che soffrireste e basta, si credeteci. 

Potete applicare il secondo principio della termodinamica all’amore, all’amicizia e a tutti i rapporti umani. Non sbaglierete. 
Quando dite che le persone cambiano. Quando vi deludono, vi tradiscono, fanno qualcosa che cmq non vi fa stare bene cambia semplicemente la qualità della vostra amicizia. Che va ovviamente a pregiudicare il vostro rapporto. Così come la qualità cresce quando vi sta vicino, vi aiuta. 
Quante amicizie avete “perso”?? quante persone non sentite più da tempo? O vi scoccia proprio uscire con loro perché fanno sempre la stessa vita per voi? 
Quante amicizie ci sono che durano nonostante la distanza. E quante perdete sotto gli occhi?
Sono andato recentemente a Milano. Sono stato da India e Stella che mi hanno gentilmente invitato e trattato come una persona che vedono costantemente. Eppure non le vedevo da 3 anni. Dai mondiali. E mi hanno trattato come un fratello e come un figlio.
Ci sono persone invece che ho smesso di vedere perché semplicemente la qualità del rapporto non + più come quella di prima. Non che gli voglia meno bene. Sono persone stupende. E gli voglio un bene davvero infinito. Ma non so, a volte non ho più voglia di sentirle nemmeno certe persone, certe questioni, certi pensieri. 
La quantità non cambia. E’ cambiata la qualità.

L’amore e l’energia sono simili ma non uguali. O studiare l’amore sarebbe davvero troppo semplice. Anche perché se l’amore ha un vantaggio immenso sull’energia. La sua qualità può anche aumentare col tempo. E non solo diminuire. 
Nel caso dell’energia la qualità può solo deteriorare. Nel caso dell’amore può sia deteriorare che migliorare. Come migliora? Vi ho fatto qualche esempio prima con l’amicizia accennandovi questo miglioramento. Credo che l’amore cresca con la consapevolezza delle esperienze condivise e con la genuinità. Cercare l’equilibrio fra  la spensieratezza delle prime esperienze e  la conoscenza delle eventi passati. 
 Vi dicevo nel fly part 12 che le esperienze sono solo esperienze, quello che vi porta a migliorare il vostro rapporto con voi e con gli altri è l’uso di queste esperienze. 
Io so solo che 2 anni fa il mio cuore è stato spezzato gli è stato fatto del male. Molto male. Avevo con me solo dolore e paura, ma è stato quello che ne ho fatto che mi ha portato a vivere i rapporti in modo diverso. Io mi sono sempre chiesto del perché sia finita. Non trovavo pace. Poi ho capito che fondamentalmente non io sapevo amare. Ho capito che l’amore è un’arte. Un po’ come la pittura. Tutti sappiamo disegnare, ma non tutti sappiamo dipingere.Tutti sappiamo innamorarci, provare quel sentimento forte che ci lega con un’altra persona, ma non tutti sappiamo amare. 
Io sapevo cosa era quel sentimento, ma non sapevo rappresentarlo, non sapevo come usarlo. E’ come quando compri un televisore nuovo e non hai le istruzioni. Non saprai mai usarlo subito al massimo delle sue potenzialità. 
Io non sapevo cogliere l’essenza dell’amore. Sia io che la persona che avevo a fianco probabilmente. Per questo molti rapporti finiscono. Il non saper amare degrada la qualità dei rapporti che quindi inesorabilmente ci portano a concludere certe relazioni che noi credevamo magnifiche e infinite.
Dopo quella esperienza e altre non meno segnanti posso dirvi solo che vi dovete amare, che dovete mantenere il vostro rapporto sempre sulla stessa distanza (perché come vedete l’amore ha delle leggi poco note ma ben scritte). Che le persone non si possegono, che i vostri rapporti non devono essere dati per scontati. Che l’amore è aiuto e rispetto reciproco. L’amore è fiducia. Camminare a fianco paralleli, senza che l’altro vada più lentamente o più velocemente di te. 
Credo che se arrivasse ora la persona giusta sarei pronto per riceverla. Prima se fosse passata l’avrei sicuramente persa. 
Come leggevo su facebook: eravamo le persone giuste al posto giusto, ma nel tempo sbagliato. 
É proprio vero. Per essere nel tempo giusto ci vuole consapevolezza di cosa sia l’amore, di come possa scemare, di come possa aumentare. Per essere nel tempo giusto bisogna essere pronti!

L’arte di amare è l’unica cosa che conosco al momento capace non solo di non fare degradare l’amore come l’energia, ma l’unica cosa che ne migliori la qualità. 

Come vedete l’energia e l’amore sono parecchio simili. Hanno le loro differenze. Ma credo che questa illuminazione sia davvero fondamentale. Questo connubio di amore ed energia mi garba parecchio devo dire. Fatemi sapere se piace pure a voi. So di essere stato tecnico, vago e saccente cosa che nel blog non faccio mai. Però una volta su 16 ci può pure stare no?:D
anche perchè dovrei esporre la teoria del caos applicata alle relazioni e dirvi qualche altra cosetta sulla 2° legge della termodinamica..XD si su questo argomento mi ci sto flashando parecchio con questa storia dell’università..:P
Fatemi sapere dove si può migliore..anche io posso (e devo) migliorare la QUALITÀ della mia scrittura.