sabato 10 ottobre 2009

15 - Amore e Fisica



“Vi ricordate di quando eravate piccoli e credevate alle favole? Quali erano i sogni fantastici della vostra vita? L’abito bianco, il principe azzurro che vi portava in un castello sulla collina. Eravate a letto la notte, chiudevate gli occhi nutrivate una cieca e assoluta fiducia.Babbo Natale, il topolino del dente, il principe azzurro erano così reali che potevi toccarli, ma col tempo si cresce, un bel giorno apri gli occhi e la favola svanisce.Chi ha inventato la frase “vissero per sempre felici e contenti “meriterebbe di essere preso a calci in culo, violentemente. ”
(Meredith)


“L’idea che l’amore conduca alla felicità è un’invenzione moderna, risalente alla fine del diciassettesimo secolo. Da allora, la gente crede che l’amore debba durare in eterno, e che il matrimonio sia l’ambito migliore per esercitarlo. In passato non c’era tanto ottimismo riguardo alla longevità della passione. Quella di Romeo e Giulietta non è una storia felice, è una tragedia ! Negli ultimi decenni, il numero di coloro che considerano il proprio matrimonio come la strada per la realizzazione personale è aumentato considerevolmente. E, insieme, sono cresciute la delusione el’insoddisfazione.”
(Paulo Coelho)



Non so se mi sono fottuto il cervello o cosa, ma inizio ad avere una visione diversa dell’amore.
Io sono cresciuto nella generazione degli anni ’90, quella generazione  che vedeva i film la domenica pomeriggio in quei canali dove non c’erano ne partite, ne gare, ne programmi sulla domenica.
Quei film per ragazzi dove il protagonista è il carino sfigatello di turno che riesce a salvare il mondo grazie al suo dono, o alla sua semplicità, alla sua caparbietà e alla sua ambizione. Alla fine ovviamente non solo riesce a salvare il suo mondo ma riesce anche a farsi la vicina di casa che è sempre perfetta, bona e segretamente innamorata di lui. La struttura del film è banale, il nostro eroe finisce nei guai, accetta una sfida impossibile, viene chiamato per qualcosa di particolare; grazie all’incredibile (?) forza di volontà, intelligenza, furbizia e bravura riesce non solo a risolvere la situazione ma a migliorare la situazione finale, baciando la bonazza sopracitata.
Morale della favola? I cattivi perdono, i buoni vincono e l’amore domina!



Io mi sono sempre chiesto se in questi film da Mulino Bianco non gli succeda poi qualcosa in futuro. Non avete mai immaginato i “20 anni dopo”? Che so a lei potrebbe venire un tumore, potrebbe morire partorendo, un incidente stradale. Lui magari non troverà lavoro,
diventerà un alcolista e se picchierà la moglie?

Io sarò un infelice cronico ma sono sempre quello che  crede che comunque la coperta sia sempre troppo corta. Se tiri da un lato scropi l’altro.



Sono stanco di vedere sfigatelli farsi le ragazze perfette nei film.
Sono stanco di vedere che tutti trovano l’amore della loro vita con tanta facilità. Le cose sono 2: o i film sbagliano e ci hanno dato un’idea dell’amore sbagliata, o la mia arte di amare va a farsi fottere, e me la devoprendere solo con la fortuna.

Tutti che dicono: 
“vedrai che quella giusta arriverà. Vedrai”.
Sono stanco di sentirmelo dire. Su una cosa sono certo. Non merito di essere single, o di avere relazioni che debbano finire così malamente.
L’altra sera mi sono chiesto se la mia anima gemella non fosse già passata.
Se quella giusta non me la sia già fatta scappare una volta per la mia incapacità di amare (derivante da paure , paranoie, inesperienza o semplice bastardaggine).

Ripenso al passato.
Per paura ho perso Silvia, Enza, Chiara. Ho avuto paura di iniziare qualcosa con loro. E i risultati si sono visti. Silvia ed io non ci parliamo da 1 anno. Enza non tornerebbe con me nemmeno a pagamento. Chiara mi ha beccato nel periodo peggiore della mia vita, ma ora sono contento che sia felice.
Per inesperienza Guenda, Martina, Titti, sa avessi saputo gestire meglio la situazione sentimentale con loro sarebbe andata decisamente meglio.
Non voglio dire quante ne ho perso per bastardaggine. Per 2 anni abbondanti ho fatto lo stronzo con le ragazze. Mi è servito. Ma vedendo le conseguenze non credo che mi comporterò ancora così.
E se fosse stata una di loro?
Una persona che è passata anche per pochi secondi nella mia vita?
Se avessi perso la donna giusta per me?


Nello scrivere e nel cancellare queste poche righe, ho trovato una soluzione.
Ho ripensato alla storia della mela di Platone.



“Platone: il simposio di Platone, il mito delle metà! lo conoscete?[...]Allora, secondo Platone l’uomo una volta era così, come questa mela, perfetto, bastava a se stesso ed era felice. Non c’erano distinzioni fra uomini e donne, c’erano soltanto questi individui perfetti, e felici. Solo che un giorno, Zeus, che era geloso della loro perfezione, spezzò la mela e da quel giorno l’uomo ha cominciato a cercare disperatamente la sua metà perché senza di lei si sentiva incompleto, infelice. Solo che per quanti tentativi facesse non riusciva mai a trovare la sua metà esatta e non ce la fa tuttora. Perché praticamente è impossibile trovare la propria metà e riconoscerla.. Ci vorrebbe un miracolo…”



Ok è presa da Tre Uomini e una gamba. Ma il concetto è quello che mi serve.


Devo dire prima di tutto che sono sia d’accordo che in disaccordo col filosofo greco.
E’ vero per diventare completi abbiamo bisogno della nostra anima gemella. Ma secondo me non è necessario che lei si unisca a noi. L’anima gemella è quella che permette di ritrovare l’altra metà di noi stessi.
Difficilmente credo che l’anima gemella sia quella con cui tu passi tutta la tua vita. Ho sempre quella sensazione per cui la coperta sia sempre troppo corta. E se qualcosa va bene nella tua vita, qualcos’altro andrà male. Questa è una delle poche volte in cui spero vivamente di sbagliarmi.
Potrebbe passare anche pochi secondi e farti capire cosa mancava alla tua vita.
Potrebbe stare con te per dei mesi, degl’anni e darti le basi per capire l’amore in futuro.
L’anima gemella, intesa come l’altra metà della mela, credo che sia quella che ci spinge a cambiare per ritrovare da soli la nostra parte mancante. È un po’ come una spinta. Io non sarei qua a scrivervi certe cose se 2 anni fa qualcuno non mi avesse spinto a crescere.
L’anima gemella è quella per cui vale la pena lottare per cambiare.
L’anima gemella intesa come persona con cui stare il resto della tua vita è un concetto maggiormente più astratto per me. E nelle mie discussioni in chat su questo discorso ho usato spesso similitudini con la fisica e con la geometria descrittiva. Quindi se vi impressionate nel leggere queste parole, senza capirne nulla, prendendomi per pazzo. E’ normale.
Scrivendo da mesi su questo blog ho capito che la ragazza che cerco sia una ragazza di cui io possa fidarmi, con cui stare senza voler alleviare nessuna solitudine, ne la mia, ne la sua. Una ragazza con cui essere legato pur essendo libero.
Nel “Lo Zahir” di Coelho il protagonista parla della distanza fra i binari. 
(per chi volesse leggerlo http://eps-universe.blogspot.com/2008/02/distanza-fra-i-binari.html)
Era una cosa che quando lessi il libro la prima volta non capii. Perché dovrebbero stare lontane se due persone si amano? Poi ho capito. E’ fondamentale che una persona sappia stare da sola. Che abbia una propria vita distaccata dal partner per far si che la coppia possa sopravvivere.
E allora capisci che la vita di coppia, e in generale la tua vita, è esattamente come i binari che
diceva Coelho. Bisogna camminare paralleli.

Alle superiori ci hanno insegnato che due rette parallele non si incontrano mai.
All’ università mi hanno detto che due rette parallele invece si incontrano all’infinito.

Facendo una similitudine allora l’amore è  quindi incontrarsi all’infinito. Camminare nella stessa direzione, nello stesso verso, alla stessa velocità, evitare gli ostacoli insieme, ma lasciando comunque spazio.



L’amore è spazio.



Capisci che la tua vita è un vettore. Possiede modulo, direzione e verso.
Modulo: l’intensità con cui vivi la vita. Quanto velocemente punti all’infinito.
Direzione: Nello spazio ci sono infinite modi di muoversi. Noi ne scegliamo uno.
Verso: modi percorrenza ce ne sono 2. Basta scegliere se guardare a destra o a sinistra. Se avanti o indietro.
Nella nostra vita possiamo incontrare altri vettori. Che vanno in versi opposti al nostro, o viaggiano vicino a noi per parte della nostra vita. Possiamo essere vicini per anni incontrarci per un momento e poi allontarci a distanze maggiori. O ci lasciamo perché nonostante camminiamo paralleli decidiamo di affrontare un problema in modo differente rispetto all’altro. Possibilmente li perderemo, o perché andiamo troppo veloci, o troppo piano rispetto
all’altro. E allora le nostre strade si dividono.
Dipende tutto dalla nostra capacità di amare, di condividere, di saper vivere in due.

L’anima gemella è quella che cammina parallela a noi. Potrebbe essere tanto distante dalla nostra vita da non incontrarla mai. O incontrarla per poco e per sbaglio. Potrebbe essere quella per sempre a nostro fianco.

Dobbiamo solo ricordarci di condividere le nostre vite. Di affrontare le problematiche insieme, ma di mantenere comunque una certa distanza.

Questa similitudine mi porta ad affrontare un altro concetto. Il Sesso.
Ricordatevi che il sesso e l’amore sono due cose totalmente slegate fra loro.
Se l’amore è spazio. Allora ricordatevi che nel sesso è tutta una questionedi Forze.
Se si sommano 2 forze opposte quella che ha maggiore intesità la spunta sull’altra.
Se si sommano 2 forze invece perfettamente orientate fra lorol’intensità aumenta.



Da questo si possono ricavare 2 cose. I deboli sono quelli che cedono per primi. Quelli che hanno minore intensità, animo. E quando parlo di questo parlo alle ragazzine che si fanno abbindolare, dandola al ragazzo che gli piace nella speranza che si innamori. Povere illuse.
Certo che poi così per loro il sesso fa schifo.
L’amore è una condivisione. Ci sono state occasioni nella mia vita dove con la persona che avevo accanto con cui ho condiviso un semplice avvenimento, non ho detto una parola, eppure credo che quelle siano state le migliori conversazioni della mia vita.
Quando entrambi sanno che entrambi stanno per fare sesso. La direzione è la medesima. E allora il sesso diventa fantastico. Quindi per fare andare le cose al meglio dovete avere la stessa concezione dell’avvenivemento. Nel sesso bisogna lasciarsi andare più di qualunque altra cosa. O sarà una cosa fatta a metà. E le cose a metà fanno schifo.
Concludo con dirvi che in natura esiste un fenomeno. Detto Risonanza. Cioè quando 2 onde apparentemente diverse fanno alla stessa frequenza.Immaginate due onde che fanno su e giù sempre con lo stesso ritmo.
Se noi facessimo la somma algebrica di 2 onde che non vanno all’un isono  non avremo mai il
massimo. Quella che da di più deve andare a sopperire la mancanza dell’altro.

Se invece queste possiedono la stessa frequenza, se entrambi dassero il massimo contemporaneamente, la loro somma sarà sempre massima.
Immaginate che Amore e sesso si uniscano. Se questi sono in risonanza capirete bene che tutto sarà magnifico.
Quando Amore e sesso si uniscono, e vanno in Risonanza avrete avuto anche voi il vostro squarcio di infinito.
Quando saprete amare e quando saprete lasciarvi andare vi sentirete invincibili. Io no so se ho raggiunto il massimo, ma quello che ho avuto mi è bastato per dirvi quanto sia immenso unire 2 cose apparentemente diverse.



Un altro modo per dirvi con parole più poetiche questo concetto è : “La redenzione dell’amore è possibile solo attraverso l’abbandono totale”.

Ho detto che l’amore è spazio e il sesso è forza. In fisica si da il nome di Lavoro al prodotto della forza per uno spazio. Questo nel caso dei vettori si moltiplica per il coseno dell’angolo di sfasamento. Non vi faccio la lezione. E’ solo per dirvi che se in una coppia sia ha la stessa direzione l’angolo è 0, e il lavoro è il massimo.
E’ incredibile come stranamente l’unità di misura del lavoro sia l‘energia

sabato 5 settembre 2009

Amore Erotico


Amore erotico. L’amore fraterno è tra simili; l’amore materno è amore per l’essere indifeso. Così diverse tra loro, queste forme d’amore sono, per loro stessa natura, non limitate a una persona. Se io amo mio fratello, amo tutti i miei fratelli; se amo mio figlio, amo tutti i miei figli; e oltre a ciò, amo tutti i bambini che hanno bisogno del mio aiuto. In contrasto con entrambe queste forme, è l’amore erotico; questo è il desiderio della fusione completa, dell’unione con un’altra persona. È per sua stessa natura esclusivo e non universale; è forse la più ingannevole forma d’amore che esista.
Prima di tutto, è spesso confuso con l’esperienza di "innamorarsi", l’imprevista caduta delle barriere che esistevano fino a quel momento fra due estranei. Ma, come ho accennato prima, questa esperienza d’improvvisa intimità è per sua stessa natura di breve durata. Dopo che lo sconosciuto è diventato intimo, non ci sono più barriere da superare, né segreti da penetrare. La persona "amata" ci è nota come noi stessi. O, forse, farei meglio a dire altrettanto sconosciuta. Se si potessero sondare le profondità dell’altra persona, se si riuscisse a penetrare interamente la sua personalità, essa non diventerebbe mai così familiare, e il miracolo di superare le barriere potrebbe rinnovarsi ogni giorno. Ma per la maggior parte della gente, la propria personalità, e quella degli altri, è presto esplorata ed esaurita. Per loro l’intimità è stabilita principalmente col contatto sessuale. Poiché sentono la separazione dall’altra persona principalmente come separazione fisica, l’unione fisica significa superare la separazione.
Oltre a ciò, ci sono altri fattori che per molta gente significano il superamento della separazione. Parlare della propria vita personale, delle proprie speranze e delle proprie ansie, mostrarsi sotto aspetti infantili, stabilire un interesse comune di fronte al mondo, tutto ciò è inteso come un superamento della solitudine. Perfino dimostrare la propria rabbia, il proprio odio, la propria completa mancanza di inibizioni, è scambiato per intimità, e ciò può spiegare l’attrazione perversa che spesso lega una coppia, che è unita solo a letto o quando dà libero sfogo al rancore e all’odio. Ma tutte queste forme di intimità tendono a ridursi man mano che il tempo passa. La conseguenza è che si cerca l’amore con un’altra persona, una persona nuova. Ancora una volta l’estraneo viene trasformato in "intimo", di nuovo l’esperienza di innamorarsi è intensa, e termina col desiderio di una nuova conquista, un nuovo amore – sempre con l’illusione che il nuovo amore sarà diverso dal precedente. Il carattere ingannevole del desiderio sessuale ha un peso notevole in queste illusioni.
Nell’amore erotico c’è un’esclusività che manca nell’amore fraterno e materno. Il carattere esclusivo dell’amore erotico richiede ulteriori chiarimenti.
Spesso, l’esclusività dell’amore erotico è interpretata come attaccamento possessivo. È molto frequente trovare due persone "innamorate" tra loro che non sentono amore per nessun altro. Il loro amore è, infatti, un egotismo a due; sono due esseri che si annullano a vicenda, che risolvono il problema della separazione fondendosi tra loro. Credono così di superare la solitudine; eppure, staccandosi dal resto della specie, restano separati tra di loro e perfino da loro stessi; la loro unione è un’illusione. L’amore erotico esclude l’amore per gli altri solo nel senso di fusione erotica ma non nel senso di profondo amore fraterno.

giovedì 27 agosto 2009

Art of Love


 Il desiderio di fusione interpersonale è il più potente. È la passione più antica, è la forza che tiene unita la razza umana, la tribù, la famiglia, la società. Il mancato raggiungimento di questa unione significa follia e distruzione. Senza amore, l’umanità non sopravvivrebbe un solo giorno. Eppure, se chiamiamo "amore" la conquista dell’unione interpersonale, ci troviamo in serie difficoltà. La fusione può essere raggiunta in diversi modi, e le differenze non sono meno importanti di quanto v’è in comune tra la varie forme d’amore. Ma sono poi tutte forme d’amore? Oppure dobbiamo riservare la parola "amore" a una particolare unione, che è stata la virtù ideale di tutte le grandi religioni e dei sistemi filosofici di quattromila anni di civiltà orientale e occidentale?
Come sempre nelle difficoltà semantiche, la risposta può essere solo arbitraria. Ciò che conta è sapere a quale sorta di unione alludiamo, parlando d’amore. Ci riferiamo all’amore come alla matura soluzione del problema dell’esistenza, oppure alludiamo a quelle incomplete forme di amore che possono chiamarsi unioni simbiotiche? Nelle seguenti pagine chiamerò amore solo la prima. Inizierò la discussione sull’amore con le ultime.
Unione simbiotica ha il suo modello biologico nella relazione tra la madre e il feto. Sono due, eppure uno. Vivono insieme (simbiosi), hanno bisogno l’una dell’altro. Il feto è parte della madre, riceve tutto ciò di cui ha bisogno da lei; la madre è il suo mondo; lei lo nutre, lo protegge, ma anche la sua vita è intensificata da esso. Nell’unione simbiotica fisica, i corpi sono indipendenti, ma lo stesso genere d’unione esiste psicologicamente.
 
In contrasto con l’unione simbiotica, l’amore maturo è unione a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità. L’amore è un potere attivo dell’uomo; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d’isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere se stesso e di conservare la propria integrità. Sembra un paradosso, ma nell’amore due esseri diventano uno, e tuttavia restano due.
Se diciamo che l’amore è un’attività, dobbiamo chiarire il significato della parola "attività". Per "attività", nell’uso moderno della parola, di solito s’intende un’azione che opera un cambiamento in una situazione esistente, attraverso un dispendio di energia. Un uomo è considerato attivo se fa affari, studia medicina, lavora, costruisce o pratica uno sport. Comune a tutte queste attività è il fatto che sono volte a conquistare una mèta. Ciò di cui non si tiene conto, è la causa di ogni attività. Prendete per esempio un uomo spinto verso il lavoro incessante da un senso di profonda insicurezza e solitudine; o un altro guidato dall’ambizione o dalla brama di ricchezza.
In tutti questi casi la persona è schiava di una passione, e la sua attività in realtà è una "passività", poiché è guidata: è la "vittima", e non F"attore".
L’amore è un sentimento attivo, non passivo; è una conquista, non una resa. Il suo carattere attivo può essere sintetizzato nel concetto che amore è soprattutto "dare" e non ricevere.

giovedì 6 agosto 2009

14 - I Porcospini


“Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.”

A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396
Schopenhauer con una metafora perfetta ha semplificato un pensiero che oramai mi passa nella testa da anni. Il modo di amare di molta gente è un desiderio di possedere. Sentiamo il bisogno di qualcosa che scaldi il cuore (sentiamo freddo). Di appartenere a qualcuno. Il bisogno di dividere la nostra (in)felicità con la nostra persona. Il che ci fa sentire meno soli e spaventati. O peggio se la storia va male (veniamo punti dagl’aghi) allora ci allontaniamo. In base al dolore provato e al freddo che sentiamo ci allontaniamo. Ci sono persone/porcospini che, come dice Schopenhauer, si mettono ad una distanza moderata tale da non provare ne freddo ne dolore.
Ci sono quelli che sono sottoposti ad un’anestesia continua o una solitudine perenne. La ricerca di calore porta al dolore, quindi smettono di cercare calore. Rimangono lì indifferenti al passare degli eventi, stagioni e amori, hanno smesso di sentire dolore, ma hanno smesso di riscaldarsi, e ora sono freddi, come la neve d’inverno.
Altri invece continuano in questa infinita danza. Altri lo evitano, cercando un calore che non faccia del male.
In questi giorni, ad esempio, mi sono lasciato con Noemi.. credo che abbia lasciato principalmente perché aveva paura di pungersi… non per altro… sta con un altro in tempo record. Ma non credo sia quello il motivo della nostra separazione.
Quello che mi sta portando a scrivere è il modo con cui ho preso tutta la faccenda. Cioè sarò stato male un paio di secondi. Ho avuto solo l’ultima scarica di FenilEtilAmina(¹), una di quelle che provavo mentre la baciavo. Come se il mio cuore con quella scarica le avesse detto addio.
Un paio di secondi vero. Ma non pensate che io non l’abbia amata. Ho provato un’emozione PURA per lei. Dio com’era bella a letto. Lì vestita d’amore che mi guardava, con quei suoi occhioni immensi, vogliosi, che fremeva, che desiderava ogni bacio.
L’ho amata e resterà come le altre ragazze importanti un una “stanzetta” nel mio cuore dove verrà ricordata senza dolori e rimpianti per sempre.
Sarà l’abitudine a interrompere le relazioni che in questi anni mi ha portato a non sentire più nulla all’addio. Oddio sono diventato un porcospino di quelli che smesso di sentire dolore e ora sente solo freddo?
O forse, ho trovato il mio equilibrio. Un’altra distanza che mette in equilibrio freddo e dolore.
O forse riesco a emanare calore da solo. Anzi ne produco talmente tanto che gli altri si avvicinano a me per prendere un po’ di tepore.
Io non sarò triste perché una ragazza che amo/avo mi ha lasciato.
La mia vita era ed è stupenda, con o senza di te. Oddio stupenda non è la parola corretta. Potrei stare molto meglio di come sto. Diciamo che così sto bene. Lotterò per migliorarla, ma così va bene.Io stavo bene con te così come stavo bene prima di metterci insieme.
Anzi paradossalmente è iniziata a essere meno bella da quando tu hai iniziato ad avere timore, ad ascoltare le tue paure. Quando hai smesso di amarmi con l’intensità giusta. Una persona può non accorgersi che una persona la ama. Ma quando smette di amarti la differenza si vede. E si sente.
Nonostante la botta la mia vita continua ad andare avanti. Io sto bene anche da solo. Anzi sopratutto da solo. Io mi amo, cambierei poco di me, migliorerei solo alcune cose, tutte cose che col tempo potranno essere sistemate senza problemi, basta un po’ di volontà. Passerò per uno stupido superbo spocchioso, ma non mi interessa.
Io mi amo. E in quanto mi amo emetto calore, emetto amore. Per fare un eufemismo io creo, esporto e condivido amore.
Amandomi produco amore. Chi vuole amore viene da me e io lo do e io lo condivido in maniera uguale. Uno scambio alla pari.
Se io per vivere ho bisogno di 100, produco 100. E tu mi dai 10. Io ti darò 10. Perché per vivere ho bisogno di 100.
Se ci ameremo io darò tutto me stesso, ti darò 100 se tu mi darai tutta te stessa.
Ma se tu un giorno non verrai da me. Io avrò sempre 100. Perché prima di scambiare un qualcosa devi possederla.
(chiamatela come volete, legge del “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, o “non vendere prima la pelle dell’orso prima di averlo catturato”, o “prima si salta e poi si dice “Hop””)
Questo significa 2 cose:
  1. Io indipendentemente da te avrò in totale 100. Se tu verrai, con gioia, sincerità e affetto incondizionato, ti darò tutto me stesso. A patto che tu mi darai tutta te stessa. Perché io non dovrò sentire freddo per colpa tua, io devo stare bene indipendente da te.
  2. Stesso discorso vale per te. Tu non devi dipendere dal mio calore. Tu devi comunque produrre il necessario alla tua “sopravvivenza”. Io ti amerò solo se emani calore a sufficienza da poterti restare a relativa distanza senza farmi del male. Se ci avvicinassimo troppo sentiremmo caldo, e scapperemmo.

Dannazione arrivateci. Se una persona non si ama, come pretende di amare qualcun altro? Come pretende di essere amata?? se lei stessa non si ama?
Se due persone non si amano. Sentiranno freddo. Si stringeranno come i porcospini per riscaldarsi. Ma il calore è abbastanza solo per uno dei due. Potranno fare 2 cose. O sopportare il dolore. Gridando al mondo che il loro amore ha sconfitto il dolore.
Ma questo amore? Stare insieme solo perché l’altro è l’unica tua fonte di calore? L’unica tua fonte di felicità?
E se uno dei due scappasse sperando di portare di con se tutto il calore condiviso o perché il dolore è insostenibile???
Quante storie d’amore conoscete dove la persona amata scappa?? Quante ne ho consolate persone in questi anni in crisi dopo anni di relazioni finite per non si sa quale motivo preciso?
Se il dolore scompare il calore condiviso non si rigenera. Mancherà sempre qualche caloria per farlo stare alla temperatura ideale. Sentirà freddo. E il porcospino/umano ricomincerà tutto da capo. Troverà un altro porcospino, si avvicineranno, cercheranno di condividere il calore..e così via … Io nonostante tutto rimango una persona libera. So stare bene da solo,
come in compagnia. Se una persona è libera da cosa deve lasciarsi? Se l’Amore, l’unica cosa che lo legava, è stato sciolto? Se una  persona è legata ad un’altra è comunque libera.
(Leggetevi il precedente intervento sulla fiducia per capirlo. )
Se una persona libera viene lasciata, rimane comunque libera. Perché è sempre stato libero. Solo non ha più obblighi di fiducia da rispettare. (o quasi)
(¹)FenilEtilAmina—> feniletilamina è un ormone della classe delle anfetamine che l’organismo produce naturalmente. Quando ci innamoriamo produciamo una grande quantità di feniletilamina, dagli effetti simili a quelli provocati da certe  droghe o dagli sport estremi. La feniletilamina riduce l’appetito e rende iperattivi. Gli studi hanno dimostrato che quando due persone sono innamorate i loro livelli di feniletilamina sono identici, ecco perché si possono passare notti intere a fare l’amore e a parlare…

domenica 12 luglio 2009

13 - Amore - Fiducia - Libertà



La vita concede ad ogni individuo la possibilità di essere felice e libero. L’amore è forse l’unica cosa al mondo capace di legare e di liberare una persona.
“Essere un tutt’uno con lei, pur essendo se stessi”
L’amore è un un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d’isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere se stesso e di conservare la propria integrità. Sembra un paradosso, ma nell’amore due esseri diventano uno, e tuttavia restano due.
Nel mio modo di vedere l’amore ritengo che ci sia una base necessaria costituita da: fiducia e la libertà.
La cosa che può sembrare alquanto strana. Perché la fiducia è un istinto razionale. É il grado di dubbio che diamo agli atteggiamenti di una persona in modo che questa non qualcosa che ci possa fare del male.
In base alle informazioni che riceviamo dal mondo esterno il nostro cervello elabora le informazioni in un tempo infinitesimo e da un grado di dubbio ad una persona.
Come può un grado dovuto al pensiero essere la base di qualcosa di totalmente irrazionale come l’amore?
Eppure per me è fondamentale.
Libertà e fiducia sono in realtà le facce della stessa medaglia.
La libertà è il mio approccio ai tipi di scelta che la vita pone davanti a me. 
La fiducia è il limite della libertà.
Il mio modo di comportarmi determina una diversa elaborazione delle informazioni. Ergo la mia libertà finisce quando va ad impattare con il dolore altrui.
Io devo comportarmi in modo tale da non urtare la persona che amo…Se la amo..
La fiducia è la compagna del vero amore.
Faccio un esempio banale. Prendiamo una qualunque coppia fidanzata da un tempo abbastanza ragionevole da potersi dire una coppia stabile, dove una conosce l’altro.
Benissimo. Poniamo ora un primo caso, immaginiamo che lui sia una persona possessiva, che per delle vecchie storie d’amore finite male magari vieti a lei di vedersi con altre persone, che non siano o le amiche strette, o addirittura di non uscire se non in sua presenza.
“Io u lasciassi subito..!” è il primo pensiero (nel vostro dialetto) che vi è passato per la testa? Lo spero per voi..
Capite bene che questa non è una nemmeno una storia d’amore. E’ egoismo. E l’egoismo e l’amore vanno d’accordo solo per l’amore verso se stessi non verso il partner. (Questo è anche uno dei motivi per cui dico che prima bisogna amare se stessi per essere in grado di amare gli altri, gli faremmo solo un torto).
Vi ho dimostrato per assurdo che in amore serve la libertà. Ve lo posso dimostrare anche con un altro esempio. Prendiamo il caso di una coppia che si “autocensura”.
Mi spiego meglio.
Spesso ho conosciuto ragazze che prima di essere fidanzate erano disponibilissime per uscire. Cinema, gelati, passeggiate in centro. Appena si sono fidanzate sono LETTERALMENTE scomparse. Hanno smesso di vedere qualunque persona con cui avevano un rapporto di amicizia, perché va ,a loro dire, a intaccare il rispetto che loro hanno vero il partner. Precisiamo, lo amano davvero. Tanto da dire: <<non mi sembra giusto vedermi con un mio ex, o un amico. Io se lo vedo con una ragazza, una sua ex compagna, una sua ex fidanzata, (praticamente una sua ex in generale..-.-”) divento gelosa, per me sarebbe una mancanza di rispetto fargli questo e vedermi con te anche per un’uscita amichevole>> o <<non voglio farlo soffrire>>.

La stessa cosa fa lui con lei.
Per certi versi è “questione di rispetto” per altri è possessività per altri ancora è eccesso di perfezionismo amoroso, essere impeccabili per essere amati, sono perfetta quindi sono amabile.
Io so per esperienza che senza la fiducia la coppia è destinata a fallire, finire.
Finisce anche se si amano. Perché?
Si sentono legati. Si sentono come se qualcosa li bloccasse. Come se il meccanismo che li fa andare avanti sia frenato. La cosa ironica è che il freno sono proprio loro. Lei stessa si è frenata da sola, non lasciandosi andare per paura di fare del male a qualcuno. E’ giusto fermarsi, per non fare del male, ma non puoi fermarti se non sei nemmeno in movimento. E si sono dovuti lasciare per mancanza di “spazio”.
La mancanza di fiducia si traduce in mancanza di spazio. Se lui si fidava di te ti faceva uscire col i tuoi vecchi amici. Se tu ti fidi di lui lo fai uscire con chi vuole, o avreste iniziato a istaurare un rapporto alla pari, senza limiti, o meglio con i limiti dettati dalla fiducia.
In un libro (credo lo Zahir) lessi una volta una volta che bisogna mantenere una certa “distanza fra i binari”. Credo che si possa riferire a questo caso. In una coppia non possiamo permettere che la persona amata si avvicini troppo “opprimendoci”, ne si allontani troppo. Si deve mantenere una certa distanza. In modo che l’amore non cambi. Non deve aumentare all’inizio e poi diminuire col passare del tempo. A questo serve la fiducia. A mantenere tale distanza.
Già leggo la faccia perplessa di una delle ragazze che leggerà queste parole, ricordando tutti gli stronzi che ha beccato nella sua vita amorosa. Come può fidarsi? Se ogni volta che si è fidata è finita male? Se ogni volta ha sofferto?
E’ indubbio che certe esperienze influenzano la nostra esistenza e il nostro modo di approcciarci.
Vi rivelo un segreto.
NON LASCIATEVI CONTROLLARE DAL PASSATO. ANZI SIATE VOI A DOMINARE IL
PRESENTE.

Il passato non deve per forza ripetersi nel presente, ogni uomo possiede le capacità per cambiare la propria vita. Se delle persone tradiscono o hanno tradito la vostra fiducia è un conto. Non la riavranno più indietro, a meno di atti incredibili. Ma la fiducia è fatta per essere data a colore che la meritano. Provate a lasciarvi andare.
Per quanto riguarda il rispetto. La mia filosofia su questo argomento è:
“ci sono modi e modi di vedersi con altre persone. Ci sono uscite puramente amichevoli, altre che hanno altri scopi. Sta alla persona decidere quando e se fermarsi. Questo è amore, questo è rispetto
per la persona che ami. Questa è fiducia. Mi fido che tu sia cosciente delle tue azioni. E che se mi ami non mi fai del male. La tua libertà è vincolata dalla mia fiducia.


mercoledì 13 maggio 2009

12 - Experience

“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, e poi ti spiega la lezione”.
Credo che questo anno e mezzo di università mi stia facendo accumulare un’esperienza che cresce linearmente con l’andare delle lezioni, ma io inizio ad usare questa esperienza in maniera esponenziale quasi ad usarla tutta.
 La vita è un po’ come un gioco di ruolo. Si, come uno di quelli dove siamo all’inizio un povero personaggio, senza soldi, qualche vestito e un bastone per difendersi. Colpendo l’avversario e ammazzandolo la nostra esperienza sale, iniziamo ad avere più soldi, ad armarci meglio uccidendo così più velocemente il nostro nemico ed ottenendo così maggiore esperienza.
 “L’esperienza è il nome che diamo ai nostri errori.” Oscar Wilde
  
Il problema è come usare tutta questa mole di “dati” che queste esperienze ci danno. Dovete partire dal fatto che le esperienze non hanno segno. Non esistono esperienze positive o negative. Sono esperienze punto e basta. 
Il bello o brutto è dovuto solo ai sentimenti che noi associamo a tale esperienza. Ma di per se l’esperienza non ha segno.
E’ quello che ne facciamo dell’esperienza che ha un segno. Se noi utilizziamo bene quell’esperienza, se riusciamo a prendere le cose migliore che questa ci da, se miglioriamo allora questo ci porta a considerare questa una esperienza positiva.

Per ricollegarmi ad uno dei precedenti FLY, dobbiamo davvero dire grazie ai nostri partner che ci hanno lasciato. E’ quello che l’altra sera spiegavo ad una ragazza che si è lasciata un paio di mesi fa. Ma come posso farlo a lei lo posso fare a tutti quelli che stanno leggendo queste righe. Vi sarete lasciati da poco, ma se inizi a rammaricarti di tutte le occasioni perse e non cogli cosa ti ha dato la relazione. E’ come se nel gioco di ruolo continuassi a colpire  l’avversario ma non riuscissi ad ucciderlo e a non prendere i punti esperienza. La relazione cosa ti ha dato?
Amore? Ora sai amare un persona.
Felicità? Tristezza? Ora sai come goderti i piccoli momenti belli con il partner. 
Hai capito che tipo di partner ti interessa avere vicino.
 L’unica cosa che dovete però imparare a evitare è trovare subito una persona che assomiglia al/alla ragazzo/a che avete appena lasciato. Sarebbe come amare la persona che amavate prima. E non la persona che avete trovato adesso. Mentireste solo a voi stessi e illudereste chi da poco sta con voi. Per esperienze personale…se non trovate una persona affine subito dopo che vi siete lasciati.. trovatene una con un carattere esattamente opposto..così da capire cosa volete realmente.. Almeno così è per me..
Quando sento di persone che si sono separate da poco che dicono, ci sono state litigi e situazioni complicate, allora trovo una risposta semplice: Non eravate fatti l’uno per l’altra.
Il destino, sempre che ci crediate, ha voluto che voi vi incontraste e che imparaste una lezione da questa relazione. Se prenderete bene l’esperienza acquisita, avrete imparato un’altra sfumatura dell’arte di amare che non avevate prima.
Apprendere l’arte di amare è fondamentale per trovare la persona giusta.
Ricordo sempre che il principe azzurro cercherà la principessa azzurra.
Magari la vostra anima gemella passerà e voi non sarete stati pronti a riconoscerla o a tenerla stretta.
Ricordati l’Amore è un’arte..E richiede per questo forza e saggezza. 

giovedì 16 aprile 2009

Silvester's Love

"Amare una persona è…."
una poesia inizia così….è talmente bella che l’ho stampata e l’ho appesa in camera…non ci posso fare nulla ma oramai ricollego questa poesia a te. L’ho letta quando la prima volta “stavamo insieme” . E da allora cerco di rendere la mia vita sentimentale il più simile possibile a questa poesia o
alla nostra storia. Perché io con te mi sentivo così.

Ho dato il meglio di me per essere al tuo fianco. Sul serio. É uscito un Emanuele che non conoscevo. L’altro giorno vedevo la tv, dove c’era il riassunto di X-Factor, e facevano vedere uno dei ragazzi che rincontrava la ragazza, dopo 2 mesi e mezzo, che non poteva ne vedere ne sentire per motivi di
programma. Diceva alle telecamere: 

<<Adesso la rivedrò, ho davvero voglia di riabbracciarla. Io prima con le ragazze facevo il bastardo, lo stronzo, ma ora con lei so cos’è l’amore. Farei di tutto per non farla stare male.>>.
La stessa cosa è successa a me. In quel periodo ero un vero bastardo con le ragazze. Sul serio. Alessandra te lo potrà confermare, sia caratterialmente sia per le cose che le dicevo. La sera prima che ci incontrammo le dissi: <<Domani mi vedo con una, ma niente di che..>>. 
Tornati indietro dopo la nostra gitarella a mondello
le dissi: <<Si carina, ma non credo che potrà durare>>.
Ho continuato a fare il bastardo. Poi ci siamo sentiti e rivisti, nel mio malochiffare generale che regnava nel mese di aprile del 2008. Ma deve essere scattato qualche cosa. Perché mi sono innamorato di una piccola pallavolista 15enne. Non ero mai stato così preso. O meglio, come sempre con te sarò sincero perché so che non ami le mezze verità o le bugie. Non era come ai livelli utopistici di Guenda, dove ogni bacio era un sogno. O ancora meglio, siete due persone assolutamente diverse e io ero preso quindi in maniera diversa. Forse appunto perché non era un sogno, ma qualcosa che poteva essere realmente duraturo, un rapporto vero di quelli che ti
rendono felice semplicemente pensando alla ragazza amata, appunto perché era reale mi hai fatto sentire così preso. Perchè ho paura di ammetterlo, ma quando ero con te valeva la pena di fare tutte le cose normali che le persone normali fanno. 
Probabilmente staremmo ancora insieme se non avessi deciso di cambiare la tua idea sul tipo di sentimento che provavi per un’altra persona. Col carattere che ti ritrovi e per i sentimenti che provo quel probabilmente mi sa quasi di certezza. Con la tua dolcezza sei riuscita ad infilarti nella mia bastardaggine. Nonostante avessi la guardia alta dopo la botta di Martina, sei riuscita a colpirmi.
Era bello suonare, alzare lo sguardo, vedere messenger aperto e mandarti l’emoticon col bacio.Era spontaneo. Una cosa che mi era sempre mancata.
 "Spontaneità…..un elemento imprescindibile…"XD
per dirla come direbbe la poesia…
"ero legato a te pur essendo libero, eroun tutt’uno con te pur essendo me stesso."
Ti devo dire grazie. Perché nonostante
poi tu abbia fatto una scelta che ci ha portato a separare, hai
scatenato in me una voglia di rendere felice l’altra persona che mai avrei immaginato. Mai ero andato a comprare un peluche per una ragazza, con cui nemmeno stavo peraltro. Mai avevo lottato così tanto per avere con i miei per avere un’occasione per vederci. (Voler stare spesso con lei, ma senza essere mossi dal bisogno di alleviare la propria solitudine). Quando c’è stato tutto il bordello con mia
madre per la macchina è stato perché non volevo avere difficoltà per vederti, per prendere la macchina per venirti a prendere dopo gli allenamenti, per vederti anche in quei 5 minuti, metterci nel nostro posticino, ascoltare With Your kiss e Un Uomo mentre ci baciamo. 

Io spero che lui ti renda davvero felice.
Tu meriti qualcuno che ti dica:  "non riesco a immaginare un mondo senza di te."

Tu che sei accanto a lei rendila felice..o almeno provaci
come io ho provato a rendere felice lei.
Se lui ti ama davvero, ricordati che non è l’unico che prova certi sentimenti.

Voglio che tu sappia che non ti dimenticherò mai. 
Voglio che tu sappia che se in questi mesi non ho interferito direttamente alla tua vita era per darti la possibilità di essere il più possibile tranquilla con lui. Come sai sono intervenuto solo quando tu mi hai chiesto aiuto. E ho risposto presente. In questi giorni pensando a oggi, al nostro "anniversario", per riscrivere queste 4 righe ho iniziato a riaprire la mia valvola sentimentale. Mio fratello dice che mi sono illuminati gli occhi. Sono passato da non provare nulla in una relazione, quasi a stancarmi di avere una relazione ad avere le lacrime mentre ti scrivo queste parole. Mi sono praticamente rinnamorato di te . Non che abbia mai smesso, ma ho lasciato che le emozioni scorressero nel mio corpo. Mi hai appena fatto ricorda cosa fosse innamorati, cosa fosse essere lo zazazù. Non so se mai torneremo insieme, hai le tue preoccupazioni per il tuo ragazzo lo so, ma se un giorno deciderai di tornare, se un giorno senti che a me sei destinata con dolcezza implacabile, sappi che io sarò qui.
Perché in me tutto quel fuoco che tu crei in me dolcemente si
ripete, non si spegne, ne si dimentica di te. Nel riscrivere queste parole hai riacceso emozioni in me quasi dimenticate. Penso di avere quasi esagerato, perchè sento la feniletilammina che scorre come una disperata per il mio corpo.

Porca miseria, sei l’unica per ora con cui non andrei a letto la prima sera! Non mi interessa portarti a letto, mi interessa darti un sorriso. 
Non ti dimenticherò mai, nonostante tutto. Ricorderò il nostro ultimo bacio al foro per sempre. Insieme a tutte le emozioni che provai. Se avessi saputo che era il nostro ultimo bacio forse l’avrei allungato ancora per renderlo infinito.



Ti voglio sinceramente bene Titti.


Sinceramente tuo


Manu (Silvester)