sabato 31 luglio 2010
sabato 12 giugno 2010
22 - Arte di Amare
Salto il 21. A cui dedicherò un po’ di tempo appena ne avrò. Si doveva basare su una cosa particolare..ma sono successe tutta
una serie di cose che mi hanno fatto ….non dico cambiare idea…ma rifletterci su..quindi scriverò appena avrò le idee più chiare..
Inoltre, sapete benissimo il rapporto che ho con il numero 22, e non vedevo l’ora di parlarvi della base di tutta la mia filosofia amorosa.
L’arte di amare.
Ve ne avrò parlato centinaia di volta, sia nel blog, sia in tutte le conversazione che ho fatto con le persone che comunque anche lontanamente leggono il blog e quello che scrivo
“È l’amore un’arte? Allora richiede sforzo e saggezza. Oppure l’amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi è questione di fortuna? Io contemplo la prima ipotesi, mentre è fuor di dubbio che oggi si crede alla seconda. La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d’amore.
Una, preferita soprattutto dagli uomini, consiste nell’avere successo, nell’essere ricchi e potenti quanto lo possa permettere il livello della loro posizione sociale. Un’altra, seguita particolarmente dalle donne, è di rendersi attraenti, coltivando la bellezza, il modo di vestire, ecc. Una terza via, seguita da uomini e donne, è di acquisire modi affabili, di tenere conversazioni interessanti, di essere utili, modesti, inoffensivi. Come dato di fatto, quel che la gente intende per «essere amabili», è essenzialmente un insieme di qualità.”
Eric Fromm
E il che secondo me non è vero. Una persona non deve rendersi amabile. O meglio, deve renderesi amabile verso se stesso. Deve amarsi per ottenere risultati. L’arte di amare, secondo me è l’arte di amare se stessi per amare gli altri. Vi chiederete perché io mi ostini a chiamarla Arte. Mettiamola così. Tutti quanti sappiamo disegnare, scarabocchiare. Ma in quanti sanno dipingere?
Non si impara a dipingere, così, senza una adeguata istruzione alla base. Anni di luci, studi di anatomia, prospettiva, mescolamento di colori, rendono un quadro un’opera d’arte. Per me è uguale. Tutti sappiamo innamorarci, ma pochi amare.
Sono in pochi non perchè gli altri sono degli stupidi e non lo sapranno mai. Ma semplicemente non hanno idea di cosa sia l’amore. Nessuno gli ha mai insegnato la corretta via. Credo che abbiano appreso che il problema dell’amore sia diventato
un problema di mancanza d’oggetto, e non il problema di uno stato mentale. La gente ritiene che amare sia semplice, ma che trovare il vero soggetto da amare, o dal quale essere amati, sia difficile, se non impossibile. Voi ragazze aspettate sempre il principe azzurro, o sbaglio?
Questo atteggiamento da Cenerentola è determinato da molte ragioni, legate allo sviluppo della nostra società. Ad esempio fino al 1800, fino all’età vittoriana per intenderci, il matrimonio avveniva per motivi di convenienza, non per amore.
Nelle ultime generazioni il concetto dell’amore romantico si è diffuso nel mondo occidentale, la gente è ora alla ricerca dell’esperienza personale d’amore che dovrebbe condurre al matrimonio.
A questo nuovo concetto di libertà in amore deve avere largamente contribuito ad aumentare l’importanza dell’oggetto contro l’importanza della funzione. Quale funzione? Io ascolto persone che hanno tutte lo stesso problema: “la mancanza di scambio comunicativo”. Una delle due persone che stanno insieme, per i loro vari motivi non essendo pronti ad avere una relazione non riescono a espletare la loro funzione di ragazzo/ragazza, marito/moglie. Mi dicono “Sono fidanzata, ma abbiamo sempre problemi”. Ora io dico. Figlia mia, perché non l’hai ancora posato? Non so se questa problematica deriva da un’altra caratteristica della civiltà contemporanea: “l’idea dello scambio proficuo.”
La felicità dell’uomo moderno consiste nell’emozione di guardare vetrine di negozi, di acquistare tutto ciò che può permettersi. Lui o lei guardano la gente nello stesso modo. Per un uomo, una ragazza attraente, e per una donna, un uomo attraente, sono gli oggetti della loro ricerca. «Attrattiva» generalmente significa un simpatico complesso di qualità desiderabili.
A ogni modo, il senso della parola «innamorarsi» si sviluppa, secondo chi non ha imparato quest’arte, solo tenendo conto di queste qualità pratiche in quanto sono alla portata della proprie capacità di scambio. Io sono alla ricerca di un oggetto; l’oggetto potrebbe essere desiderabile dal punto di vista del suo valore sociale, e nello stesso tempo potrebbe volere me, considerando le mie caratteristiche interiori ed esteriori. A questo modo due persone si innamorano, certe di aver trovato sul mercato l’oggetto migliore e più conveniente, considerando il loro valore e mettendosene un limite. (Detto in parole spicciole, i boni stanno con le bone, i ciccioni con le ciccione. E non mi dite che non avete mai visto questa serie di accoppiamenti!!)
Cercano di ottenere il loro massimo status sociale, senza considerare che dovrebbero ottenere il massimo per loro, sotto ben altri punti di vista. Sarò io tarato, ma quando sento le ragazzine delle medie (superiori e inferiori) parlare di certe cose d’amore, io rabbrividisco. Quando ero adolescente e sentivo la ragazza che mi piaceva che urlava verso il Dj o si girava verso le amiche dicendo “Quanto è Bono” capivo che per loro l’amore è solo una merce di scambio e non scambio in quanto
tale.
Ora capisco che direte : “ ma sono piccole, immature”. Io vi dico che è un tratto istintivo. L’amore tra animali, o meglio, l’equivalente dell’amore, non è che puro istinto, istinto legato a reazioni chimiche, che come vi ho spiegato in altri post, agiscono anche nell’uomo. Ma ciò che caratterizza l’esistenza dell’uomo è il fatto di essere emerso dal regno animale, di riuscire a dominare l’istinto. E dominando l’istinto, l’uomo ha dominato la natura, sebbene non l’abbandoni mai.
Io credo che l’amore si possa “incanalare”. Mi spiego meglio. Credo che l’amore sia una forza selvaggia, qualcosa di implacabile, ma credo si possibile, con la dovuta conoscenza, sfruttarla al meglio. Un po’ come i fiumi, ci sono da milioni di anni, l’acqua scorre anch’essa a causa di una forza invisibile, la gravità. Eppure l’uomo riesce a sfruttare l’acqua. La devia verso i luoghi dove serve maggiormente, utilizzandoli per l’agricoltura, l’energia, per abbeverarsi.
I sentimenti sono la nostra acqua, se permettessimo che scendano senza controllo, scendano di puro istinto, non ne avremmo il controllo, o meglio, non li sfrutteremmo a dovere.
Non vorrei avere battibecchi sul fatto del controllo. L’amore non si controlla, si incanala adeguatamente, quando dirò controllare sarà inteso in questo modo. Per esperienza so che quando cerchiamo di controllare l’amore, questo ci distrugge.
Crescendo ho notato che non sono solo le adolescenti a non capire che questo istinto si deve essere incanalato. Molti sono convinti che non vi sia nulla da imparare in materia d’amore, è ciò crea confusione tra l’esperienza iniziale d’innamorarsi e lo stato permanente di essere innamorati, dell’amare.
“ Se due persone che erano estranee lasciano improvvisamente cadere la parete che le divideva, e si sentono vicine,
unite, questo attimo di unione è una delle emozioni più eccitanti della vita. È ancora più meravigliosa e miracolosa per chi è vissuto solo, isolato, senza affetti. Il miracolo di questa intimità improvvisa è spesso facilitato se coincide, o se inizia, con l’attrazione sessuale. Tuttavia, questo tipo di amore è per la sua stessa natura un amore non duraturo. Via via che due soggetti
diventano bene affiatati, la loro intimità perde sempre di più il suo carattere miracoloso, finché il loro antagonismo, i loro screzi la reciproca sopportazione uccidono ciò che resta dell’eccitamento iniziale. Eppure, all’inizio, essi non lo sanno; scambiano l’intensità dell’infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell’intensità del loro sentimento, mentre potrebbe solo provare l’intensità della loro solitudine.”
Eric Fromm
(N.B. e ciò mi ricorda qualcosa)
Questo atteggiamento del “niente è più facile che amare” continua ad essere il concetto prevalente sull’amore, ad onta dell’enorme evidenza del contrario.
“Non vi è impresa o attività che sia iniziata con simili speranze e illusioni, che tuttavia cada così regolarmente, come l’amore. Se ciò avvenisse per qualsiasi altra attività si sarebbe impazienti di conoscere le ragioni del fallimento, o d’imparare a comportarsi meglio, oppure si abbandonerebbe quell’attività. Ma l’ultima ipotesi è improbabile, in materia d’amore; soltanto un mezzo sembra esista per evitare il fallimento del proprio amore: esaminare le ragioni e studiare il significato della parola «amore».”
Il primo passo è di convincersi che l’amore è un’arte così come la vita è un’arte: se vogliamo sapere come amare dobbiamo procedere allo stesso modo come se volessimo imparare qualsiasi altra arte, come la musica, la pittura, oppure la medicina o l’ingegneria. (si perché l’ingegneria è un arte!!)
Io parto sempre con questi versi:
“Colui che non sa niente, non ama niente.
Colui che non fa niente, non capisce niente.
Colui che non capisce niente è spregevole.
Ma colui che capisce, ama, vede, osserva …
La maggiore conoscenza è congiunta indissolubilmente all’amore …
Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come
le fragole, non sa nulla dell’uva.”
Paracelso
Probabilmente sarò tarato, egocentrico, assoluto, ma sono dell’idea che ci siano persone che sappiano amare meglio di altre. Ho detto meglio ,e non di più, di proposito. Anche se credo che siano persone predisposte ad amare meglio di altre.
Ripeto. Sarò tarato. Ma le persone che hanno passioni, che si interessano di filosofia, musica, pittura, scienza riescono ad amare meglio. E questa idea me la sono fatta stando con diverse persone di diversi contesti sociali.
Prendo la musica come esempio di riferimento. Credo che la musica sia una delle più grandi scoperte dell’uomo. E attraverso l’invenzione degli strumenti musicali ha fatto sue tutte le bande di frequenza.
Io sono del parere che chi ha i gusti più variegati possibili abbia dentro di se qualcosa in più , apprezza quella particolare arte conseguentemente, apprezza se stesso. Non credo sia un caso che le migliori persone che conosco, le persone più intelligenti con cui ho a che fare, ascoltino dal jazz all’elettronica, dalla classica all’hip pop, dal prog metal alla minimal, dal reggae alla lirica, dai 99 posse a Mina.
Il fatto di ascoltare e soprattutto apprezzare veramente la musica nella suo complesso, senza bloccarsi con un solo genere, possa essere il primo passo verso l’apprezzare e ascoltare veramente qualcuno. Nell’amare veramente qualcuno. Per che nel momento in cui scopro una canzone, guardo un quadro o leggo una poesia, e mi emoziono, conosco meglio me stesso. Riuscendo ad apprezzare e a capire ogni sfumatura di suono o colore, capisco e apprendo qualcosa. Conosco me stesso. Conoscendo me stesso, imparo ad ascoltarmi. E ascoltandomi imparo ad ascoltare gli altri. Amando me stesso riesco ad amare meglio loro.
L’amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un’attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un «oggetto» d’amore. Se una persona ama solo un’altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento, un egoismo portato all’eccesso. Eppure la maggior parte della gente crede che l’amore sia costituito dall’oggetto, non dalla facoltà d’amare. Infatti, essi credono perfino che sia prova della intensità del loro amore il fatto di non amare nessuno tranne la persona “amata”. Poiché non si vede che l’amore è un’attività, un potere dell’anima, si ritiene che basti trovare l’oggetto necessario e che, dopo ciò, tutto vada da sé. Per ricollegarla all’esempio che ho fatto all’inizio con la pittura, è come dire che una persona deve trovare solo il pennello adatto (l’oggetto adatto) , e che dipingerà meravigliosamente non appena lo avrà trovato. Se amassi veramente una persona,amerei il mondo, amerei la vita. Se posso dire a un altro «ti amo», devo essere in grado di dire, “amo tutti in te, amo il mondo attraverso te, amo in te anche me stesso”.
lunedì 12 aprile 2010
20 - Twelve steps
Una delle mie canzoni preferite dei Dream Theater, che postai qui sul blog oramai 2 anni fa, è The glass prison, la prima delle canzoni della “saga degli alcolisti”. Mike Portnoy, batterista e scrittore dei testi della saga, è stato un alcolista ed ha dedicato tutta quanta la saga agli alcolisti anonimi.
Dando il nome di ogni parte delle 5 canzoni ai 12 passi che contraddistinguono il metodo di cura presso l’associazione degli alcolisti anonimi. Io adesso non so se i 12 passi che vi dirò sono quelli reali, perché cercando su internet ho trovato ben poco. Ma comunque non è questo il punto. Vi elenco i 12 passi ,per alcuni la traduzione esatta in italiano non c’è e ho messo i significati più vicini, badate bene che a parte il primo e l’ultimo non tutti devo essere fatti nel giusto ordine:
- Ammissione
- Ripresa
- Rivelazione
- Riflessione
- Lasciarsi andare / liberazione
- Essere pronti
- Rimuovere
- Negazione / rifiuto /pentimento
- Restituzione
- Contenimento.
- Ricevere
- Responsabilità
Io non sono un alcolista. Mi sono ubriacato una sola volta
da stare male. E spero di non dovermi più ridurre in quel modo. E non starò qui a spiegarvi ogni singolo
passaggio. Sennò finisco domani mattina. E voi di leggere domani sera.
Però devi dirvi che questi passi sono sempre stati un punto
di riferimento. E spero davvero che ora questi passi inizino a essere un punto di riferimento per voi ogni qualvolta pensate di aver sbagliato in qualche campo della vostra vita.
E credo che più o meno (in)consapevolmente io li abbia
man mano compiuti nel tempo. Iniziando a scrivere sul blog, ed esponendo i miei pensieri
a tutti, ne abbia compiuti almeno un paio. Dall’ammissione, quando vi dicevo che avevo paura di stare
solo, che ne cambiavo continuamente per non mettere in gioco me stesso. Tutte
le mie paure sono piano piano uscite e con esse è uscito un Emanuele che non
pensavo potesse esistere.
Credo che pian piano di averli fatti tutti. Gli ultimi 3
sono stati fatti secondo me nell’ultimo periodo. Negli ultimi 6 mesi. Anzi ,
quasi sicuramente l’ultimo è stato fatto 2 mesi fa.
Sono certo di averli compiuti perché materialmente ora so
cosa devo fare.
Una delle mie più grandi preoccupazioni nella vita è non
sapere cosa devo fare. E’ una cosa che mi terrorizza andare da qualche parte
impreparato. Anche andare alle poste a fare qualcosa che non ho mai fatto prima
è una cosa traumatizzante per me. E ripensandoci è stato l’errore che mi fatto
spesso perdere delle persone importanti intorno a me. E non ho più intenzione
di ricommettere errori. E oggi sto anche scrivendo per questo. Per fortuna ora credo di avere capito. Credo di aver capito
cosa significhi stare con una persona. E’ un qualcosa che tutti diamo per
scontato, o almeno ho pensato che fosse tutto naturale. E invece non è così semplice. Pian piano nella vita si deve
imparare. E soprattutto capire. Ma questa p una cosa che vi scriverò successivamente.
Se dobbiamo pensare di stare con una persona solo perché con lei stiamo bene, perché ci piace fisicamente, perché non ci fa sentire più soli, perché chiude quel buco che più o meno tutti in adolescenza abbiamo avuto, allora non avete capito un cazzo. Perché se credete sul serio di essere mammiferi evoluti e non comuni animali da savana, allora dovete pensare che in qualche dobbiamo prendercene cura. E prendersene cura non significa, trattarla bene oggi, per
non calcolarla domani. Non farsi sentire oggi per poi chiedere scusa domani. Starle vicino solo quando ha bisogno.
Prendersene cura è essere presenti, accorgersi dei piccoli problemi, e provare a risolverli in qualche modo.
Essere presenti nei momenti più gravi. E non essere paralizzati dalla paura o dalla “lagnusia”.
Valutare le priorità.
Forse ci sono giorni in cui un esame è più importante del sorriso della tua ragazza. Momenti che si affrontano una volta nella vita e lì posso essere d’accordo che puoi anche non essere presente. Mi sta bene. Ci deve essere comprensione
reciproca.
Ma quando la tua ragazza non sorride oggi e non sorride domani e non sorriderà nemmeno dopodomani perché l’hai messa da parte , chiediti se l’ha meritato, chiediti se merita te, chiediti se potrà sorridere ancora. Perché ci sono tante cose bella nella vita. Ma un sorriso sincero da parte dalla persona che ti ama non ha prezzo.
Anche questo è responsabilità, assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Se non vuoi prenderti più cura di lei. Le dici: “io non ti amo più”. Non continuate a mettere fine al vostro dolore.
“Oggi è il giorno in cui la mia vita comincia.
Per tutta la vita sono sempre stato solo io, un ragazzino che parla troppo.
Oggi divento un uomo. Oggi divento un Marito.
Da oggi dovrò rendere conto ad un’altra persona, oltre che a me. Da oggi divento responsabile di te.
E del nostro futuro. E di tutte le possibilità che il nostro matrimonio ha da offrire. Insieme, qualunque cosa accada io sarò pronto.
Per qualsiasi cosa, per tutto. Per affrontare la vita, per affrontare l’amore. Per affrontare le difficoltà e le possibilità. Oggi Izzie Stevens inizia la nostra vita insieme, e ad essere sincero non vedo l’ora.”
Alex Karev – Grey’s Anatomy 5×22
Ok è pesante da dirsi. E’ pacchiano, e parla di matrimonio, che non ha niente a che fare con quello che scrivo oggi, ma il senso. Quel senso di responsabilità che trasmette è quello che vorrei trasmettere. A voi. A me. E alle persone che ho accanto. A quelle che verranno.
Non so se ho fatto bene ad applicare alla mia vita sentimentale i 12 passi. So solo che non solo credo di averli compiuti. Credo anche di averne fatto un altro non previsto.
Passo numero 13 : Consapevolezza.
Essere consapevoli della persona che si ha accanto. Della sua importanza. Della bellezza di avere una persona speciale accanto. Che costantemente stimola il vostro interesse.
Se non siete consapevoli di quello che avete, allora iniziatevi a domandare perché state con quella persona. La risposta potrebbe davvero essere molto interessante secondo me. Ritenetevi fortunati voi fidanzati innamorati avete qualcosa che certe persone morirebbero per avere. Molte delle persone che ho conosciuto e con cui non ho continuato a più a stare sono uscite alla lunga.
Ho scoperto che stupenda persona è Enza, a cui ho spezzato il cuore. Maria a cui non davo un centesimo come persone e invece ora quasi pentito di averla lasciata. Ed quanto è stato stupido come l’ho perso. Con Egle stessa, ho sbagliato in alcuni giorni praticamente tutto , ma perché ancora non ero ne pronto ne consapevole della rarità di una ragazza come lei. Che poi sia andata come si andata me ne rammarico, ma non più di tanto per come si sono poi evolute le situazioni.
Ora ho la consapevolezza di quanto sia importante quello che ho avuto fra le mani. Quanto era bello quello che ho trovato. E nemmeno lo sapevo. E quanto mi manca quello che ho trovato.
“ Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
"In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
”Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora“, disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
Ecco mi manca questo per ora. I riti. Dalle telefonate la sera, ai messaggi del buongiorno o alle chiamatine del che fai tesoro. Alle uscite al cinema ogni mercoledì, le passeggiate E’ questo che mi fare dire Sono pronto. Un paio di mesi fa non me poteva fregare nulla di queste cose. Ora sarà l’astinenza da anfetamine, sarà che gli avvenimenti cambiano.
Ma ora credo che non dipenda più da me. Non getterò più quello che di buono avrò fra le mani.
p.s. scusate il post un po’ così ma erano tutta una serie di considerazioni che mi facevo da giorni, anzi quella dei 12 passi la facevo da mesi… e avevo bisogno di buttarci giù due righe..al solito fatemi sapere..
martedì 30 marzo 2010
19 - Circle
Provate disegnare un cerchio.
No dico sul serio..prendete una matita o una penna e fate un cerchio su un qualsiasi foglio di carta
Vi dovrebbe venire circa una cosa del genere
Corretto?
E invece no. Perché questo non è un cerchio è solo una semplice circonferenza.
Non sto scherzando. È una circonferenza…
Il cerchio lo vediamo noi. Immaginando attraverso. Immaginiamo che quello si un cerchio bianco.
In realtà noi non abbiamo fatto niente se non darne i contorni.
E se in amore fosse la stessa cosa? Se noi credessimo di amare o di avere amato qualcuno? Solo perché la situazione ci dice che quello è amore? Quando in realtà non lo è?
Come per la circonferenza per il cerchio.
Gli ultimi mesi mi hanno portato a rivedere in un termine prettamente più chimico cosa accade nel momento in cui si è innamorati, quando si viene lasciati, o tutte quelle varie emozioni legate comunque all’amore.
Esattamente, che cosa succede quando ci innamoriamo?
(immaginatevi la scena a mo’ di SuperQuark)
L’odorato capta i ferormoni, la feniletilamina invade il cervello, la dopamina si mette in azione. È l’amore-passione, che con il tempo e l’aiuto di ossitocina ed endorfine si trasformerà in amore-attaccamento.
Si lo so. Non ne avete capito nulla. Un classico.
Ok, rispiego, con calma.
I ferormomi sono molecole capaci di attirare (o allontanare) delle persone in base alla compatibilità, l’odore di una persona che ci piace ci fa sentire sicuri e a nostro agio, favorendo l’avvicinamento, ma se l’odore ci è sgradito, saremo pronti ad allontanarci: insomma, non è possibile innamorarsi di una persona che ha un odore che non ci piace.
Quando una persona vi piace sul serio, e inizia a provare quell’effetto che ho descritto come “farfalle nello stomaco” o “Zazazù”, bene è la (famosa per chi oramai legge questo blog) Feniletilamina.
La feniletilamina è un ormone della classe delle anfetamine che l’organismo produce naturalmente. Quando ci innamoriamo produciamo una grande quantità di feniletilamina, dagli effetti simili a quelli provocati da certe droghe o dagli sport estremi. La feniletilamina riduce l’appetito e rende iperattivi. Gli studi hanno dimostrato che quando due persone sono innamorate i loro livelli di feniletilamina sono identici, ecco perché si possono passare notti intere a fare l’amore e a parlare.
La cosa che mi ha fatto ridere leggendo su wikipedia le notizie sulla feniletilamina è che è fortemente basica e a contatto con la pelle provoca ustioni. Quando si dice che poi l’amore fa male..:D
Ora la feniletilamina cosa fa? Oltre a farvi sentire incredibilmente innamorati, stimola la produzione della dopamina. Essa è legata al sistema limbico, una zona del cervello che è sede delle emozioni e delle funzioni vitali come la sete, la fame e la sessualità. La dopamina è quell’ormone che ci dice di voler riprovare emozioni piacevoli e soddisfacenti. Quando un evento è più felice di quanto speravamo, la dopamina emette un segnale di felicità i cui effetti euforizzanti ci spingono a ripetere l’esperienza: si vorrebbe essere sempre insieme, ci si telefona cento volte al giorno, si vorrebbe che durasse per sempre, è quella che delle volte mi fa scrivere delle puttanate pazzesche. (qua roby ride sicuro..xD)
Per intenderci: la feniletilammina è l’ormone che fa scattare l’adrenalina quando vi baciate.
La dopamina è invece quella che ti fa tornare a casa e pensare a lei/lui, che ti urla in testa che vuoi rivederla. Anche se tecnicamente è anche responsabile del mantenimento dell’erezione… 0:)
Ora anche se noi vogliamo che tutto questo sia per sempre andiamo incontro ad un problema. Secondo gli esperti questo periodo magico non può durare più di sei anni. Poco a poco, l’organismo si abitua alla feniletilamina, e l’allegria si attenua man mano. (il che spiega in maniera empirica la crisi del settimo anno!!)
Per i “drogati” di feniletilamina questo segna spesso la fine della coppia, e preferiranno cercare, conquista dopo conquista, di ricreare gli effetti euforizzanti della feniletilamina. È’ il motivo per cui molte coppie si lasciano, mancanza di emozioni forti. O meglio mancanza della creazioni di nuovi ormoni che consentono la continuazione della relazione. Ovvero l’ossitocina e le endorfine.
La persona lasciata è invece in deficit di feniletilamina: è il mal d’amore. La sindrome da cuore spezzato. La persona ha effetti simili a quelli da astinenza da droga. Ricordo che la feniletilamina è a tutti gli effetti una anfetamina. Una delle prime cause di astinenza da anfetamine è la mancanza di fame. Io per esempio quando sono stato lasciato da Monica ho perso 10 kili in pochi giorni, quando sono stato lasciato da Guenda ne ho persi 5 in una settimana.
Oppure iniziamo a farci delle paranoie incredibili. Non siamo noi pazzi, è solo che abbiamo mancanza di questa sostanza. E’ quello che ti fa urlare : voglio amare!!
L’assenza, la mancanza di feniletilamina è una delle cause che ci fa tornare spesso con i nostri ex dopo una breve separazione, o che non ce lo fa mai lasciare. O ci fa credere che quello che proviamo per lei/lui sia vero e incondizionato amore. (Per la cronaca, per chi pensa che sia riferito a qualcuna in tempi recenti si sbaglia di grosso, chiedere di Giulia e visionare dicembre 2008)
L’assenza della persona che ci ha fatto provare queste emozioni va a sconvolgere quelli che sono i naturali equilibri. Quindi è normale che si tenda a tornare con la persona per cui si è provato qualcosa in tempi anche recenti. Anche se a causa della feniletilammina magari non riusciamo a vedere correttamente la reale realtà della coppia (scusate il gioco di parole).
Quando sono tornato con Guenda, oramai 2 estati fa, ero convinto di amarla nuovamente. Perché pochi mesi prima l’avevo davvero amata con tutto me stesso. Avevo impiegato 6 mesi per dimenticarla del tutto. 6 mesi in cui ho scritto delle cose incredibili. Andate a controllare nei vecchi interventi. Credevo che l’amore per lei fosse l’unico che avrei mai potuto provare, che era la donna perfetta, che era la mia anima gemella.
Invece poi ristando con lei ho capito che qualcosa non andava. Che qualcosa aveva oscurato la mia vista razionale. La feniletilammina fa brutti scherzi.
Ora come ho detto molto dipende dalla feniletilamina e dalla dopamina che rilascia il cervello. La fase farfalle nello stomaco finisce e tutto inizia a trasformarsi , sempre se si è capaci di provarlo, in un nuovo sentimento. Un autore americano ha ipotizzato che: “Quando si decide di stare con una persona, il cosiddetto viraggio monogamico, ci sia una massiccia liberazione di ossitocina nel cervello. È come se la natura intendesse darci un aiuto. Non dimentichiamo che lo stesso ormone entra in gioco durante il parto”. Da un punto di vista prettamente evolutivo la feniletilammina ha una funzione: fa in modo che l’innamoramento duri tanto da favorire il concepimento. Poi si esaurisce e tutto si trasforma in endorfine e ossiticina. Si trasforma da innamoramento ad amore vero e proprio.
L’ossitocina (definizione trovata su internet, presa e sparata qui)
Secreta dalla ghiandola pituitaria, l’ossitocina viene liberata nel cervello e nel sistema riproduttivo ogni volta che tocchiamo la persona amata. Gli studi avevano già dimostrato infatti un notevole aumento dell’ossitocina durante l’orgasmo, ancora più intensa nella donna durante il parto e l’allattamento. Oggi sappiamo che l’ossitocina aumenta la nostra sensibilità alle carezze e ci spinge al contatto fisico e agli abbracci, insomma, è una specie di colla ormonale che ci fa stare insieme per tanto tempo anche dopo l’esaurimento della feniletilamina. Questo effetto può essere più marcato nella donna a causa del suo legame con gli estrogeni, ma toccarsi rimane, per entrambi i sessi, il modo migliore di conservare il livello di ossitocina necessario a far durare una coppia. Si pensa perfino che l’ossitocina abbia un effetto sull’invecchiamento: uno studio ha infatti mostrato che le persone che fanno l’amore tre volte alla settimana in una relazione stabile dimostrano in media 10 anni meno della loro età effettiva.
(Quindi trombate di più, non fa male! Anzi!).
Le endorfine
Quando l’organismo sviluppa una tolleranza alla feniletilamina e non si scatenano più gli effetti dirompenti presenti all’inizio del rapporto, il cervello inizia a produrre altri ormoni, le endorfine. Dopo gli effetti eccitanti della feniletilamina, il cervello viene invaso da sostanze che possiedono le stesse proprietà della morfina. Le endorfine apportano calma e sollievo al dolore, e riducono l’ansia. La sensazione di benessere che procurano si traduce in una relazione affettiva molto forte che non si vuole più interrompere. Ora potete chiacchierare, mangiare e dormire in pace. È l’amore-attaccamento, l’armonia completa, una felicità tranquilla che può durare per anni e anni, sempre che si sia svezzati dalla feniletilamina…sempre che siate capaci di amare.
Ovviamente è impossibile sintetizzare la relazione amorosa in una semplice formula chimica, ma mi piace sapere che il nostro cervello possiede risorse insospettabili, che si adattano alle diverse tappe della vita amorosa. E che quando gli effetti della feniletilamina si attenuano è possibile, se si ha un po’ di pazienza, raggiungere di nuovo il settimo cielo. L’amore verrà, ritornerà, durerà.
L’unico problema ora è quello di poter capire esattamente cosa stiamo provando. Perché questi ormoni, non essendo controllabili, rischiano di metterci in difficoltà. Il sesso , infatti, produce cambiamenti chimici nel nostro cervello non indifferenti.
La persona sembra più attraente e si sviluppa una forma di attaccamento emotivo. “Questo alle volte origina l’amore, ma in alcuni casi ci fa innamorare della persona sbagliata”. Insomma è come se si instaurasse un legame con una persona non adatta a noi, mentre magari sarebbe meglio condividere passioni, interessi, stimoli intellettuali. Magari è meglio come amica che come compagna.
“Bisognerebbe tornare ai lunghi corteggiamenti, a quando si parlava, ci si scopriva prima di farsi coinvolgere da una persona, da una relazione”. Il sesso probabilmente confonde le cose, perché libera sostanze chimiche che distorcono la percezione. Ci sentiamo innamorati perché abbiamo un legame sessuale. Insomma meglio l’amore, il sesso tende a confondere.
Io non so cosa ho provato in questi anni. Non so cosa ho provato in questi mesi. Non so ancora se ho immaginato il cerchio o se era solo una circonferenza.
So solo che dopo 4 mesi di non so cosa. Ho una incredibile voglia di amare. Sarà la feniletilamina, sarà il cambiamento, i denti del giudizio, le responsabilità, ma mai e poi mai avrei potuto scrivere una cosa del genere. . .
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